mercoledì 6 marzo 2019

Recensione: Un sogno da favola - Fabiola D'Amico

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 348
Prezzo di copertina: € 10,00

Voto personale: 



"Carlotta Russo è un giudice del tribunale di Genova, e odia gli uomini, ma ha deciso di prendere in mano la sua vita e fare il grande passo: si sposa. Già, Carlotta ha deciso di convolare a nozze con se stessa e per l'occasione ha organizzato una cerimonia elegante e sfarzosa. La notizia coglie di sorpresa gli amici che, però, non le negano il loro aiuto. Tra questi si fa avanti Luca Tommasini, un modello molto affermato, con il quale Carlotta non ha un rapporto idilliaco, perché pensa che sia un buono a nulla, capace solo di mostrarsi nudo sulle riviste più famose. La vicinanza però farà sbocciare una forte attrazione tra i due e il destino ci metterà del suo. La vita di Carlotta sarà stravolta da un arrivo inaspettato che le ammorbidirà il cuore e le permetterà di capire che oltre la bellezza fisica Luca sa essere un grande uomo..."

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Luca è un attore, bello, attraente, osannato da tutti ma che, al contrario di quello che la gente crede, vorrebbe condurre una vita tranquilla, lontana dai riflettori, formare una famiglia e avere dei figli.
È una ragazza che non ha avuto un’infanzia facile con un padre che non hai mai fatto mistero di volere un figlio maschio e che per questo motivo l’ha praticamente sempre rifiutata e sottovalutata.
Ha deciso di diventare avvocato non per reale passione ma per dimostrare a se stessa e a suo padre che una donna può fare un lavoro di un uomo e soprattutto che può farlo anche meglio.
È una donna con carattere, grintosa, che ha innalzato intorno a sé dei muri invalicabili.
Ha un carattere difficile, acido, scontroso e non è capace di tenersi un uomo al suo fianco. Tutti scappano a gambe levale già al primo appuntamento.

Luca e Carlotta abitano nello stesso condominio e non si sopportano, o almeno Carlotta non sopporta Luca in quanto lo crede un belloccio pieno di sé, modaiolo e interessato solo ad apparire.
Niente di più sbagliato.
Luca invece è segretamente attratto da Carlotta già da molto tempo ma il carattere difficile della ragazza non li ha mai permesso di avvicinarsi.
I due si ritrovano allo stesso tavolo ad un pranzo insieme alla coppia di amici che hanno in comune e Carlotta ne approfitta per dare una notizia strabiliante.
Si sposerà. Ma si sposerà da sola.


Luca è scioccato da questa notizia. Cercherà in ogni modo di aiutarla ma attuando un piano per avvicinarla e provare a farle cambiare idea.
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In questo romanzo, diversamente dal solito, il protagonista maschile è quello che più mi ha colpito, l’uomo perfetto, l’ideale delle donne, quello di cui un po’ mi sono innamorata. Anche se forse appare un po’ troppo perfetto per poter sembrare vero.

Carlotta invece, la protagonista femminile, non mi è piaciuta.
È l’esatto opposto di me e già questo non me la rende familiare.
Insomma è sicuramente una donna ammirevole, va bene essere una donna con le palle ma mica per forza deve essere così stronza e insopportabile con tutti!
In questa storia è come se l’uomo fosse rimasto intrappolato nel corpo della donna e viceversa.


Ho letto questo romanzo abbastanza velocemente e a lettura terminata la mia prima impressione è stata quella di non averlo apprezzato.
Poi ci ho riflettuto un po’ a freddo e ho constatato che la storia in sé è piacevole e intrigante, ma compromessa dal carattere impossibile della protagonista e soprattutto dalle numerosissime e assurde scene di sesso che si ripetono ad ogni pagina e che rendono esasperante la lettura di questo romanzo. Infatti ad un certo punto ho iniziato a saltarle.
Alcune scene sfociavano quasi nel ridicolo.
Di libri erotici ne ho letti tanti ma poche volte mi sono trovata davanti a qualcosa di così volgare. 

Una cosa l’ho capita: la scrittrice senza dubbio adora i romanzi harmony.
Inserisce all'inizio di ogni capitolo un trafiletto preso da svariati di questi libri e ne fa costantemente riferimento anche all'interno della storia.
La protagonista ne parla, le sue amiche ne parlano, insieme paragonano il carattere di tutti gli uomini che gli capitano davanti ai protagonisti dei loro romanzi preferiti e perfino Luca a metà del libro inizia a cimentarsi nella loro lettura. ASSURDO.
Forse è un po’ troppo esagerato, no?!

Constatato che non è uno dei miei generi preferiti, la storia in sé torno a ripetere che non è male.
Come sempre resto curiosa di sentire pareri diversi dai miei…… lettrici, fatevi avanti!

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Recensione: Spiacente, non sei il mio tipo - Anna Zarlenga

Casa editrice: Newton Compton 
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 288
Prezzo di copertina: € 10,00

Voto personale: 


"Sara e Teo non potrebbero essere più diversi. Lei lavora come ricercatrice all'università, lui è un figlio di papà che presto o tardi erediterà una casa di produzione televisiva. Lei è bassina, ha forme morbide ed è poco appariscente, lui è il classico playboy sbruffone. In sostanza non hanno nulla in comune se non, a quanto pare, un’indiscussa antipatia per i matrimoni. Ed è proprio a una cerimonia di nozze che si conoscono e hanno modo di trovarsi insopportabili a vicenda. La reciproca e dichiarata incompatibilità non impedisce loro di dare inizio a un battibecco che li porta, un po’ per sfida, un po’ per gioco, a oltrepassare il limite… Ma nessuno dei due dà peso alla cosa: sono perfettamente consapevoli di non piacersi e che non si incontreranno mai più. I piani del destino sono però ben altri. Dopo una vita passata a dissipare soldi senza realizzare granché, Teo è costretto dal padre a riprendere a frequentare l’università: in caso contrario potrà dire addio al suo lavoro nell'azienda di famiglia. E il caso vuole che una delle sue docenti sia proprio l’insopportabile ragazza conosciuta mesi prima a un matrimonio…"

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Sara è una professoressa universitaria di semiotica. Bassina, in carne, abbigliata sempre in modo austero, acida e che non si lascia avvicinare da nessuno. Innamorata ma non corrisposta dal suo precettore che la frutta solo per ottenere il suo aiuto in università. 
Teo è un bellissimo ragazzo, ricco, scansafatiche che “lavora” nell'azienda del padre ma che in realtà non combina nulla dalla mattina alla sera. Circondato da modelle e belle ragazze. Strafottente e maleducato. 
Due persone completamente diverse. Ma una cosa in comune ce l’hanno: odiano i matrimoni. 
Ed è proprio al matrimonio della sorella di Sara con il migliore amico di Teo che i due si incontrano e finiscono seduti allo stesso tavolo. 
Da subito non si sopportano, iniziano a battibeccare lanciandosi insulti e offese pesanti. 
Teo non si porterebbe mai a letto una simile racchia e Sara non è minimamente interessata ad un idiota senza cervello. 
A nessuno dei due importa mantenere l’apparenza e l’educazione, tanto dal giorno dopo non si vedranno mai più. 

Oppure no… 

Teo viene costretto dal padre a tornare a frequentare l’università, pena il licenziamento dall'azienda, e si ritrova nella classe di Sara. 
Nonostante lei non sia assolutamente il suo tipo, Teo rimane infastidito dal fatto che la ragazza sia la prima a non essere interessata a lui e a respingerlo con tanta convinzione. Il suo orgoglio è colpito nel profondo. 
Ora che il destino lo ha portato nello stesso corso della ragazza, Teo ha un solo obiettivo: vendicarsi. 
Farà di tutto per conquistarla con l’obiettivo finale di lasciarla e farla soffrire. 
Ma non tutto va secondo i piani. 
Sara è davvero una ragazza tosta e diversa dalle altre e poco alla volta Teo scoprirà di aver vissuto fino a quel momento una vita vuota e superficiale. 
Scoprirà in se stesso il desiderio di cambiare, di migliorare e di darsi da fare per sentirsi utile e apprezzato dagli altri non solo per la sua bellezza ma anche per le sue capacità lavorative.

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Un romanzo leggero e frizzante, che si legge con facilità.
I personaggi non mi hanno conquistato subito, anzi, all'inizio del romanzo ho trovato molto difficile sopportarli, soprattutto Teo.
Ma non si dice che generalmente chi disprezza compra?
È successo a Teo nei confronti di Sara ed è successo a me con questo romanzo e i suoi protagonisti.
Ho iniziato a leggere il libro con calma e sospetto e ho terminato di leggerlo con curiosità e con foga.

“Spiacente, non sei il mio tipo” uscirà nelle librerie il 14 marzo e se siete alla ricerca di un buon romanzo rosa allora vi consiglio assolutamente di leggerlo!


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venerdì 1 marzo 2019

Recensione: Il matrimonio delle bugie - Kimberly Belle

Casa editrice: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2018
Nr. pagine: 350
Prezzo di copertina: € 12,00

Voto personale: ❤❤❤❤❤


"Dopo sette anni di matrimonio, Iris e Will sono il ritratto della coppia felice: vivono in una bella casa, hanno un lavoro appagante e stanno cercando di avere un bambino. Quando Will parte per un viaggio di lavoro in Florida, Iris non sa che il suo mondo perfetto sta per crollare. Quella mattina, infatti, un aereo diretto a Seattle precipita e tra i nomi delle vittime c’è inspiegabilmente quello di Will. Iris è sconvolta, ma è certa che si tratti di un errore. Perché Will avrebbe dovuto mentirle? Che cosa doveva fare a Seattle? E su cosa altro ancora potrebbe averle raccontato bugie? Se vuole davvero arrivare alla verità, Iris dovrà affrontare un’indagine disperata per scoprire che cosa si nascondeva sotto la superficie calma del suo matrimonio. Ma non ha idea delle conseguenze che tutto ciò potrebbe avere…"

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Iris e Will Griffith sono sposati da sette anni, sono ancora perdutamente innamorati l’uno dell’altra e sono una coppia così affiatata che non sanno neanche cosa sia la famosa crisi del settimo anno.
Iris è una psicologa della Lake Forrest Academy, la scuola più esclusiva della città frequentata dai figli dall'alta società di Atlanta, mentre Will è un mago dell’informatica impiegato alla AppSec.

Una mattina Iris si reca al lavoro in ritardo dopo aver salutato Will, in partenza per Orlando per presenziare ad una conferenza nel quale è stato invitato a fare da relatore.
Quando entra nel suo ufficio si accorge subito dell’agitazione della quale sono preda tutti gli studenti. 
È successo qualcosa di brutto.
Un aereo della Liberty Airlines in partenza per Seattle si è schiantato al suolo.
La fitta di panico che la coglie dura solo un attimo quando realizza che suo marito non poteva essere su quell'aereo dato che era in viaggio verso un’altra città.
Tuttavia cerca di chiamarlo senza riuscire a mettersi in contatto con lui e sono svariate le spiegazioni che la donna si profila nella sua mente per cercare di tranquillizzarsi.

“…Will fa fatica a dormire, forse sta schiacciando un pisolino. Senza contare la sua predisposizione a farsi distrarre da tutto; è il classico informatico incapace di concentrarsi su una cosa alla volta.
Me lo vedo a comporre il mio numero per poi dimenticarsi di far partire la chiamata. Me lo immagino all’hotel, intento a socializzare con i pezzi grossi della conferenza a bordo piscina, ignaro del telefono che gli vibra in mano. O forse ancora più semplice: gli si è scaricata la batteria…”

Qualche ora più tardi riceve una telefonata dalla Liberty Airlines e ciò che le comunica l’incaricata della compagnia aerea fa crollare completamente il suo mondo.

“Signora Griffith, sono Carol Manning. La chiamo per conto della Liberty Airlines. Ci risulta che lei è il contatto d’emergenza di William Matthew Griffith.
Signora, mi rincresce molto informarla che suo marito era un passeggero del volo 23 che questa mattina è precipitato durante il viaggio da Atlanta a Seattle. Si presume che nessuno a bordo sia sopravvissuto.”

Will è morto! 
E poi la verità le arriva dritta in faccia come uno schiaffo.
Will non stava andando ad Orlando.
Will era in viaggio verso Seattle.
Will le ha mentito.

Perché mai suo marito le avrebbe mentito?

Con il fratello, si reca a Seattle per cercare di scoprire la verità ma quello che troverà le distruggerà completamente tutte le certezze che aveva riguardo al suo matrimonio.
Suo marito a quanto pare non è la persona che lei pensava che fosse.
Tutto ciò che lei conosceva a proposito della sua famiglia, della sua infanzia, dei suoi studi, dei suoi amici e del suo lavoro si rivelerà essere tutto un’enorme bugia.

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Questo libro mi è stato dato in prestito da una collega venuta a conoscenza della mia passione per la lettura.
A suo dire “Il matrimonio delle bugie” era un thriller fantastico, da leggere tutto d’un fiato.
Niente di più vero! Ho iniziato a leggerlo avendo già grandi aspettative che alla fine si sono confermate.
Mi ha sorpreso molto anche il modo di scrivere dell’autrice: salta quasi completamente tutte le parti lunghe e descrittive e molte volte noiose che di solito vengono messe per descrivere luoghi o persone.
Alcune conversazioni vengono addirittura tagliate per passare ad un altro capitolo nel quale la scena si svolge già in un momento successivo ed è la protagonista a svelare cosa è successo precedentemente grazie ai dialoghi con gli altri personaggi o grazie ai pensieri che costruisce nella sua mente.
Ciò non rende questo thriller confusionario anzi lo semplifica facendolo diventare leggero.
È così leggero che non hai bisogno di concentrazione per immaginarti cosa succede, sembra quasi di guardare un film e le immagini si susseguono davanti a te senza nessuno sforzo.
Ho terminato la lettura in tre serate, durante le quali dover per forza chiudere il libro per andare a dormire è stato una tragedia.
Alla mezzanotte e otto minuti della terza sera ero arrivata con le lacrime agli occhi e la bocca spalancata all'ultima riga di questo thriller.
L’ultima frase: colei che regala un colpo di scena mozzafiato a tutta la storia.
Non fate i furbi andando subito a leggere quell'ultima pagina! Comprate questo libro e lasciatevi coinvolgere/sconvolgere gradualmente da questa storia incredibile.

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martedì 19 febbraio 2019

Recensione: Formule Mortali di François Morlupi

Casa editrice: CROCE LIBRERIA
Anno di pubblicazione: 2018
Nr. pagine: 320

Prezzo di copertina: € 15,00

Voto personale: ❤❤❤





"In una torrida estate romana un passante scopre un cadavere di un uomo atrocemente torturato e mutilato. Sul terreno insanguinato gli arti amputati disegnano una celebre formula fisica. È il primo di una serie di omicidi rituali che coinvolgono vittime senza alcun legame apparente. A tentare di risolvere il caso è chiamato il commissario Ansaldi, professionista integerrimo ma tormentato dall'ansia e dagli attacchi di panico. Ad accompagnarlo in questa avventura verso il male, il vice ispettore Loy, una ragazza con un forte disturbo antisociale di personalità, e altri tre membri del commissariato di Monteverde. Tenteranno insieme di venire a capo di quello che ormai i media hanno battezzato come "il caso delle formule mortali", un'indagine dopo la quale nessuno dei protagonisti sarà più lo stesso."



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Il cadavere di un uomo viene ritrovato all'interno di del parco di Villa Sciarra a Roma.
La vittima, un professore universitario, è stata impalata e brutalmente fatta a pezzi.
La scena al quale la polizia si trova ad assistere è agghiacciante.
Gli arti della vittima sono stati tagliati e disposti sul prato per creare una formula: quella della legge di conservazione di massa di Einstein.

E= mc2

L'impalamento del cadavere fa immediatamente pensare gli agenti al modus operandi di Vlad III di Valacchia nel Medioevo.
La polizia è d'accordo nel pensare che chiunque sia stato il colpevole non è un semplice assassino, ma una bestia che deve essere rispedita all'inferno.

Dopo pochi giorni viene scoperto un altro cadavere in una cantina di un palazzo.
La vittima, un'altra professoressa universitaria, è stata torturata e uccisa mediante l'utilizzo della ruota, uno strumento medioevale che veniva utilizzato ai tempi dell'Inquisizione.
Sul muro viene ritrovata una formula scritta con il sangue, il Teorema di Pitagora.

a^2+b^2=c^2 

Successivamente un terzo assassinio.
Questa volta in Corsica.
Un altro professore ucciso tramite una tortura medievale chiamata "Pulizia dell'anima" e una terza formula, la legge chimica di Boyle-Mariotte.

PxV= c

Ad indagare su questi casi è la squadra formata dal commissario Ansaldi, dal vice ispettore Loy e dagli agenti Di Chiara, Leoncini e Caldara.
Gli assassini sono stati attenti a non lasciare nessuna traccia sulle scene del crimine e sembrano sempre essere un passo avanti alla polizia tanto che la soluzione del caso pare davvero impossibile da trovare...

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"Formule mortali" è un romanzo che mi ha tenuto con il fiato sospeso dall'inizio alla fine.
Un giallo diverso dal solito, macabro, avvincente, fuori dagli schemi.
La lettura è scorrevole, formata da capitoli brevi, e i personaggi vengono descritti con particolare cura per facilitare il lettore ad entrare in empatia con essi.
L'unione del genere giallo/noir con elementi di carattere storico, religioso e scientifico è ciò che mi ha fatto apprezzare moltissimo questo libro di cui consiglio caldamente la lettura.


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lunedì 4 febbraio 2019

Recensione: Un milione di volte buonanotte - Kristina McBride

Casa editrice: Newton Compton 
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 352
Prezzo di copertina: € 9,90

Voto personale: 




La notte della festa prima delle vacanze, la diciassettenne Hadley prende "in prestito" l'auto di Ben, il suo ragazzo. Ovviamente senza dirglielo. Peccato che Ben non sia un tipo che lascia correre, e si vendica postando sui social una foto compromettente di Hadley senza veli, a beneficio di tutta la scuola. Quando viene avvertita di quello che sta succedendo, Hadley si trova a dover prendere una decisione. Può tornare indietro alla festa e costringere Ben a eliminare la foto oppure vendicarsi a sua volta portando la sua adorata macchina il più lontano possibile dalla sperduta cittadina dell'Ohio in cui vivono. Nel primo caso il piano per vendicarsi potrebbe portare alla luce segreti sconvolgenti. Nell'altro Hadley si ritroverebbe intrappolata nell'auto con il suo ex, Josh, costretta a rivivere con lui tutti gli errori commessi nel passato, incluse le cause della loro rottura. Hadley è di fronte al bivio e può scegliere solo una delle due strade... o forse no?

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Era da un po’ di tempo che non leggevo un libro come questo. Purtroppo intendo in senso negativo.

La storia inizia con la protagonista Hadley e due amiche che si sono allontanate da una festa per andare ad una torre dove pare sia morta una quarta loro amica non molto tempo prima.
Il particolare che scatena i catastrofici eventi successivi è che per farlo Hadley ha rubato la macchina del suo fidanzato. Il movente per questo gesto sembra quello di vendicarsi dato che lui ultimamente non le prestava abbastanza attenzioni.
Quando Ben scopre l’accaduto, per vendicarsi a sua volta, pubblica su Facebook una foto della ragazza nuda dicendo ad Hadley che la toglierà solo se gli riporterà indietro la sua auto.
Alla Torre Hadley incontra Josh il suo ex ragazzo e decide di caricarlo sulla macchina e ritornare alla festa per far ingelosire Ben.

La prima riflessione che mi sorge spontanea è quella che forse ho sbagliato lettura e questo romanzo è dedicato ad un pubblico di prima superiore.

Ma andiamo avanti...

Tralasciando il fatto che il racconto evolve da un romanzo per 14enni in qualcosa di veramente assurdo stile film all'americana con droga, inseguimenti, pistole, segreti loschi ecc...

Da questo punto della storia diventa tutto così caotico e intricato che per capirci qualcosa ho dovuto fare un’azione che non faccio MAI , RIPETO MAI: sono andata a leggermi le recensioni di altre blogger.
Se in un capitolo la vicenda prosegue in un modo, in quello dopo vengono raccontati gli stessi fatti in un’altra versione.
Dalle altre recensioni ho potuto intuire che in un capitolo viene narrata la realtà mentre in quello successivo un sogno e queste versioni , realtà e sogno, si alternano un capitolo dopo l’altro.

Impossibile capire cosa stia davvero succedendo se non alla fine del libro, ma anche qui non mi azzarderei a confidarvi la mia ipotesi perché temo mi sia rimasta in testa una gran confusione e nient’altro.

Capisco la tematica rivolta ai ragazzi di oggi, delle cattive compagnie e dei social media ai quali bisogna stare attenti, ma in quanto a trama piacevole e racconto scorrevole proprio non ci siamo.

Insomma AAA Cercasi qualcuno che abbia capito qualcosa e che abbia apprezzato questo libro. Io purtroppo no. 

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mercoledì 16 gennaio 2019

Recensione: La morte è soltanto il principio - Rita Carla Francesca Monticelli

Anno di pubblicazione: 2015
Formato: ebook
Prezzo: gratuito

Voto personale: ❤❤❤❤




"Londra, 1926 d.C.
Quando Evelyn Carnahan rivede dopo alcuni anni la sua vecchia amica d'infanzia Anne Howard, si rende subito conto di quanto sia cambiata. La ragazza perennemente annoiata e insofferente che ricordava si è trasformata in una giovane donna sicura di sé, per niente addolorata dalla recente morte del marito Robert MacElister, avvenuta in circostanze misteriose durante una campagna di scavi in Egitto.
Inoltre, al suo ritorno a Londra dopo questo viaggio, la giovane vedova ha portato con sé, oltre che una grande quantità di reperti da esporre al British Museum, uno strano egiziano di nome Assad, indossante il tatuaggio dei Med-Jai, gli antichi guardiani di Hamunaptra, la Città dei Morti scoperta non molto tempo prima proprio da Evelyn, suo fratello Jonathan e Rick O'Connell.
Non tutto quello che Anne ha rinvenuto ad Hamunaptra, però, è stato esposto durante la mostra. Due sono i reperti che la donna ha deciso di tenere per sé: una mummia malridotta e un libro nero che necessita di una chiave per essere aperto.
Ma ciò che Anne e Assad non sanno è che nel loro viaggio di ritorno sono stati seguiti anche da un'oscura presenza in cerca di una vendetta vecchia di tremila anni.
Nel tentativo di risolvere questo nuovo mistero, i fratelli Carnahan e l'americano Rick O'Connell dovranno ben presto scontrarsi con forze sovrannaturali di gran lunga al di sopra della loro portata e saranno costretti, loro malgrado, a combattere ancora una volta per salvare il mondo.
Nel farlo, però, troveranno in un vecchio nemico un inatteso e potente alleato."

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Nella mia famiglia "La mummia" è uno dei film che più volentieri ci riguardiamo tutti insieme.
Mia mamma è innamorata dell'attore che ha interpretato Imhotep (che gusti strani!) e sicuramente apprezzerà questo libro.
Perchè se anche voi, come lei, detestate il fatto che l'antagonista alla fine muoia (di solito è così che deve andare!) e che venga di nuovo separato dalla sua amata Anck Su Namun, questo libro è la loro rivincita!
Non è nient'altro che un seguel alternativo rispetto a quello che uscì  nel 2001: "La mummia - il ritorno".
Imhotep risorge, Anck Su Namun anche, il Faraone che loro avevano ucciso pure ed è anche molto arrabbiato per essere stato pugnalato alle spalle dai due amanti.
Rick ed Evelyn stanno ancora insieme, non sono sposati ma Evelyn sta aspettando impaziente la proposta.
E Jonathan ...  beh è sempre Jonathan.


Questo ebook è assolutamente gratuito, si legge al massimo in due giorni ed è molto carino!
Quindi perchè non leggerlo?!
Ecco il link per scaricarlo ripeto GRATUITAMENTE:

Ebook gratuito: La morte è soltanto il principio - Rita Carla Francesca Monticelli

Oman: tour di una settimana tra città, montagna e deserto



Qualche mese fa abbiamo iniziato a documentarci sulle possibili mete del nostro viaggio di nozze.
Da sempre abbiamo il sogno di visitare il Giappone e, cercando tra i vari canali di travel blogger su Youtube, ci siamo imbattuti nel video "Arigatiozzo" prodotto dal fotografo Stefano Tiozzo.
Conquistati dalla sua bravura ma soprattutto dalla sua simpatia abbiamo iniziato a seguirlo e a guardarci uno alla volta tutti i suoi diari di viaggio.
Tra i molti ci ha incuriosito "OMAN DOSTAMO", girato durante il suo viaggio in Oman.
Quando poi, qualche tempo dopo, ci siamo recati in agenzia per scegliere una meta dove passare Capodanno, e ci è stato proposto l'Oman, non abbiamo esitato un secondo!
Questa è stata la nostra incredibile settimana tra le città, le montagne ma soprattutto il meraviglioso deserto dell'Oman.

GIORNO 1 - VENERDI' 28/12/2018
Linate - Francoforte / Francoforte - Muscat
Dopo circa otto ore di volo siamo atterrati a Muscat ed era già sera.
All'aeroporto, mentre attendevamo al ritiro bagagli, abbiamo approfittato per cambiare euro in real omaniti (1 real= 2,28 euro) e per acquistare una tessera telefonica Omantel che per 7 real ci ha permesso di usufruire di 3 GB di internet per una settimana. 
Un taxista ci aspettava all'aeroporto di Muscat e ci ha accompagnato al nostro hotel.


RAMEE GUESTLINE HOTEL QURUM
(Al Qurum Street | PO Box 594, Muscat 113, Oman)




Questo hotel si trova vicino alla spiaggia di Qurum ma lontano dai principali punti di interesse della città.
Dato che non esistono mezzi pubblici l'unico modo per spostarsi, a meno che non abbiate un'auto noleggiata, è con il taxi.
Giusto per darvi un'idea... per un percorso di circa 15 minuti ci hanno chiesto dai 5/6 real omaniti che equivalgono a circa 12/14 euro.
Abbiamo soggiornato per due notti all'inizio del tour e una notte alla fine e abbiamo avuto due esperienze diverse.
In generale trovo che sia accogliente e pulito ma un po' datato. Le camere sono carine ma i bagni soprattutto avrebbero bisogno di una rimodernata.
La prima volta ci hanno assegnato una camera con bagno abbastanza carina, impregnata però di odore di fumo.
La seconda volta invece abbiamo avuto qualche sorpresa con il bagno. Non avevamo nè vasca nè box doccia ma solo un doccino in un angolo.
Non essendoci neanche un piatto doccia, l'acqua andava tutta sul pavimento allagando completamente il bagno.
L'hotel è dotato anche di piscina e palestra di cui noi non abbiamo usufruito.
La colazione , sia dolce che salata, viene servita nel ristorante indiano al secondo piano, mentre nella lobby troverete l'ingresso di un bar/ristorante in stile americano.

Non avevamo ancora cenato per cui abbiamo deciso di farlo nel ristorante in stile americano all'interno del nostro hotel.

ROCK BOTTOM
(Al Qurum - Ramee Guestline Hotel, Muscat 113, Oman)




Si tratta di un pub/ristorante in stile americano all'interno dell'hotel Ramee Guestline.
E' frequentato principalmente da turisti ma anche da persone del posto. Abbiamo ordinato hamburger e carne con patate fritte, molto poco omanita ma molto buono! Offrono musica dal vivo, la cucina è a vista e cosa non da poco servono anche alcolici!


GIORNO 2 - SABATO 29/12/2018
Dopo aver fatto colazione in hotel con beef bacon e uova strapazzate siamo scesi nella hall per incontrare la nostra guida e il resto del gruppo che ci avrebbe accompagnato in questa settimana alla scoperta dell'Oman.

Attrezzati di vestiti lunghi e velo in testa per le donne, abbiamo iniziato subito con la visita della grandissima moschea del Sultano.

GRANDE MOSCHEA DEL SULTANO QABOOS
(Wilayat Bawshar, Muscat 113, Oman)




È enorme e sfarzosa e intorno ha una serie di giardini fioriti e curatissimi. Quello che rimane più impresso nella mente è l'enorme e magnifico lampadario di Swarovski!  All'interno è possibile scattare foto prestando attenzione a non fotografare le persone del posto senza prima aver chiesto loro il permesso, non tutti vogliono essere fotografati. Si entra a piedi scalzi lasciando le scarpe in appositi ripiani situati all'estero. Le donne devono avere il velo e vestirsi con abiti che coprano gambe,caviglie e braccia. Anche gli uomini devono avere i pantaloni lunghi.
Nei giardini è possibile assaggiare thè allo zenzero e caffè al cardamomo servito, insieme ai datteri, dalle donne omanite della moschea.

E subito dopo...

REAL OPERA HOUSE



L'edificio dell'Opera conquista già dall'esterno in quanto fatto interamente di marmo bianco lucido.
All'interno presenta una distesa di marmo, tappeti rossi e legno di teak decorato sul soffitto. 
Il teatro non è molto grande ed entrando, dalla parte opposta del palcoscenico, si nota subito l'enorme palchetto riservato al Sultano e alla sua famiglia, contrassegnato con lo stemma reale.

MERCATO DEL PESCE
(Al Kharijiyah Street, Muscat 113, Oman)



La visita in questo mercato è stata veloce ed è servita solo per scattare qualche foto a qualcosa che dalle nostre parti non è molto usuale.
Il pesce veniva pescato in mare e portato direttamente al mercato, veniva fatto a pezzi e pulito per essere messo in vendita proprio lì sui banchi in mezzo alle persone presenti al mercato. 
La puzza era incredibile e per quanto riguarda l'igiene non saprei.. alcuni pesci erano lasciati anche per terra e ho visto acquirenti tastare a mani nude i vari pezzi prima di decidere se comprarli o lasciarli lì.
Non ci siamo soffermati molto, e forse è meglio così, ma è davvero qualcosa di caratteristico da vedere.

Dopo il mercato del pesce era giunta l'ora di un'altro tipo di mercato, molto più gradito ad alcuni di noi.
Qui la guida ci ha lasciato quasi un'ora e mezza di libertà per andare in giro a fare acquisti.

SOUQ DI MUTTRAH
(Al Bahri Rd, Near Corniche Restaurant, 113, Oman)





Sicuramente molto caratteristico e una visita è d'obbligo per acquistare qualche souvenir. 
La maggior parte dei venditori è indiana e ognuno di questi venditori cercherà di chiamarvi insistentemente e convincervi a comprare i loro prodotti. Risulta veramente difficile fermarsi a guardare qualche bancarella con calma senza venir agguantati dai mercanti. Noi infatti non amiamo molto questo genere di mercati per cui ci siamo rimasti giusto un'ora circa, senza comprare nulla.
Ma mi raccomando, se doveste comprare qualcosa, ricordatevi di contrattare! E' di regola qui!

Il ritrovo per il pranzo era poco più in là del Souq e noi vi ci siamo diretti con un po' di anticipo rispetto agli altri del gruppo e lungo la strada ci siamo goduti qualche momento per stare un po' da soli e fare una passeggiata sul lungomare.


ROYAL HOUSE RESTAURANT
(114 Al Bahri Road, Muttrah Corniche, Muscat 114, Oman)





Questo ristorante si trova proprio sulla strada vicino al Souq di Muttrah. Il cibo offerto è nella media. Per iniziare siamo stati accolti con una bevanda che nel corso della settimana abbiamo ripreso in varie occasioni e apprezzato moltissimo, il fresh lemon mint. 
Successivamente ci hanno servito una zuppa di pesce, hummus , insalata, riso con pesce e carne grigliati. Un ristorante omanita nella media.


Questo è stato il primo pranzo di gruppo e ci è servito per conoscerci meglio. Eravamo in quattordici persone, quindici se contiamo anche Ziad, la nostra guida tunisina parlante italiano.
Arrivavamo principalmente da Padova, Genova, Milano e Roma. A parte noi, gli altri erano tutte coppie più grandi, alcuni anche con più di vent'anni di matrimonio alle spalle.
Tutti pensavano che io e Davide fossimo in viaggio di nozze, invece quando hanno scoperto che ci saremmo sposati solamente tra qualche mese hanno subito iniziato a dispensare consigli e battute. Diciamo che così abbiamo rotto il ghiaccio e nel pomeriggio tutti sapevano già i nostri nomi mentre noi ancora facevamo fatica a memorizzare i nomi di tutti gli altri.
Dopo pranzo abbiamo continuato la nostra visita nella città di Muscat, andando a vedere altri luoghi importanti per comprendere meglio la cultura omanita.

BAIT AL ZUBAIR
(Al-Saidiya Street, Muscat 113, Oman)





In questo museo è possibile vedere un riassunto della storia dell'Oman in tutti i suoi aspetti. Sono esposti gioielli, strumenti musicali, abbigliamenti tipici e altri oggetti tradizionali. All'interno del museo purtroppo non è possibile scattare foto.
Nella parte esterna invece c'è una riproduzione in miniatura del paesaggio omanita, molto interessante, dove invece è possibile fotografare.

PALAZZO REALE AL ALAM
(Waterfront, Oman)



C'è poco da dire su questo palazzo. E' una delle residenze del Sultano Qaboos, è enorme e maestosa ma visibile solo dall'esterno. Per cui tutto ciò che ci rimane è una o più fotografie prese da angolature diverse.

Siamo poi ritornati nell'Hotel dove abbiamo alloggiato anche la notte precedente e per la sera ci siamo sparpagliati per cenare ognuno in un posto diverso.
Come di consueto, in tutti i viaggi che facciamo, io e Davide ci concediamo sempre una cena romantica, per cui anche questa volta abbiamo cercato un luogo adatto e lo abbiamo trovato nel ristorante di uno dei più begli Hotel di Muscat, il Crowne Plaza.


THE HEDGE
(Qurum Heights, Muscat 112, Oman)







Questo ristorante si trova sulla terrazza panoramica all'interno del Hotel Crowne Plaza.
Non offre piatti tipici omaniti , ma ne propone delle rivisitazioni di tipo occidentale.
Il personale è gentile, simpatico e disponibilissimo. La vista su Muscat e sulla spiaggia di notte è spettacolare. Viene offerta musica da cocktail dal vivo che rende l'atmosfera molto romantica.
In questo ristorante sono serviti alcolici per cui ci siamo concessi un cocktail per brindare al nostro viaggio in Oman e abbiamo ordinato un antipasto da dividere.
Abbiamo ordinato inoltre un piatto che abbiamo apprezzato tantissimo e che consigliamo vivamente: filetto di salmone con asparagi, caramellato con salsa di soia e servito su un purè di edamame e una manciata di noodles. Era fenomenale!
Abbiamo concluso con un semifreddo al cioccolato e panna molto buono.



GIORNO 3 - DOMENICA 30/12/2018
Colazione in hotel a Muscat e partenza verso le città di montagna.

BIRKAT AL MOUZ






Si tratta di un vecchio villaggio omanita abbandonato dove le case sono state fatte con il fango.
E' interessante girare nelle viuzze silenziose e vedere quel che rimane di queste abitazioni così semplici e differenti dalle nostre.


FORTE JABRIN
(A'Dakhiliyah Region, Jabrin 612, Oman)







E' sicuramente la più bella tra le fortezze da visitare in Oman. Al suo interno sono ancora conservate alcune sale "arredate" come lo erano una volta, per esempio la sala della poesia o quella della preghiera, perfino le sale dove venivano messi i prigionieri in attesa di processo.

MISFAT AL ABREYEEN
(Al Hamra, Oman)




Salendo ancora un po' nel paesaggio di montagna si trova quest'altro villaggio semi-abbandonato dove abbiamo passeggiato per circa venti minuti all'ombra delle palme ammirando il panorama circostante.

All'interno di questo villaggio si trova un B&B molto particolare dove ci siamo fermati a pranzare.
Nel ristorante di questo B&B è venuto in visita anche il principe Carlo d'Inghilterra, come testimoniano le fotografie appese alla parete!

MISFAH OLD HOUSE
(Misfat Al Abryeen, Al Hamra 1266, Oman)



Il ristorante è composto da tre sale, due al piano inferiore e una più grande sulla terrazza, dove è posizionato anche il buffet.
Viene servito cibo tipico omanita, ovvero riso bianco, pollo speziato e verdure e carne di montone.

Dopo pranzo abbiamo continuato a passeggiare nello stesso villaggio fino a raggiungere un'altra tappa del nostro tour.

BAIT AL SAFAH
(Al Hamra, Oman)





Si tratta di una casa museo.
Per entrare è consigliabile indossare vestiti che coprano gambe e spalle, più che altro per rispetto per le persone che vi abitano. Inoltre bisognerà lasciare in un apposito scaffale le scarpe ed entrare scalzi.
All'interno della casa ci hanno accolto tre donne, le quali ci hanno mostrato i diversi prodotti (come il pane arabo, oli e altri prodotti profumati, piccoli braccialetti ecc..) che creano loro stesse, lavorando a mano. 
Prima di scattare qualsiasi fotografia bisogna chiedere il permesso perché alcune di loro non vogliono essere fotografate o accettano di farlo solo a viso coperto.
Siamo rimasti in loro compagnia per una quindicina di minuti, non parlano inglese, per cui era la nostra guida a parlare per loro.
Alla fine della nostra visita ci hanno fatto accomodare in un'altra sala dove ci hanno servito datteri, thè e caffè al cardamomo. 
È stata una visita veloce ma interessante.

Dopo la visita alla casa museo omanita, abbiamo abbandonato il nostro pulmino e abbiamo preso delle jeep da montagna. Io e Davide abbiamo avuto la fortuna di finire in macchina con la nostra guida e durante il tragitto ne abbiamo approfittato per riversare una lunga serie di domande sul paesaggio, sulla cultura e le usanze dell'Oman.

Dovevamo raggiungere le montagne e arrivati quasi a metà del nostro percorso abbiamo fatto una delle soste fotografiche che più aspettavamo: il WADI GHUL - OMAN'S GRAND CANYON





Il tratto di strada successivo non è stato facile da sopportare. Abbiamo percorso per circa un'ora e mezza una strada sterrata che si snoda in mezzo alle montagne.

Non ho mai sofferto il mal di macchina, ma questa volta devo dire che ho davvero gioito quando finalmente abbiamo raggiunto il resort! E lo abbiamo fatto giusto in tempo per fotografare il tramonto!



SUNRISE RESORT
(Al Hamra, Nizwa 611, Oman)










La posizione di questo resort è fantastica, sperduta in mezzo alle montagne. 
La nostra camera si trovava davanti alla piscina del resort che ovviamente, essendo dicembre, non abbiamo potuto utilizzare ma la vista era davvero spettacolare. 
La stanza era fredda , aveva una sola stufetta che non scaldava abbastanza , il materasso era molto basso ed estremamente duro per cui riuscire a dormire è stata un'impresa , come anche fare la doccia nel bagno gelido senza riscaldamento. (L'acqua almeno era bollente!) Il pavimento di marmo non aiutava a diminuire la sensazione di gelo. 
Noi però avevamo letto le recensioni prima di partire per cui siamo arrivati preparati con vestiti pesanti e siamo riusciti ad affrontare egregiamente la nottata. 
È un resort disperso tra le montagne per cui bisogna sapersi adattare. Le camere erano comunque pulitissime e spaziose. Il ristorante offre un ottimo buffet. Abbiamo provato una deliziosa zuppa di lenticchie, oltre al solito cibo indiano/omanita che abbiamo mangiato per tutta la durata del nostro tour in Oman. 


GIORNO 4 - LUNEDI' 31/12/2018
La mattina, dopo aver fatto colazione, siamo ripartiti verso Nizwa, prima per visitare la città e poi per vivere finalmente la parte più emozionante del nostro viaggio. Appena scesi dalla montagna abbiamo recuperato il nostro vecchio e caro pulmino e via!


FORTE NIZWA
(Nizwa, Oman)







NIZWA SOUK
(City Center , Close to the fort, Nizwa 611, Oman)


Abbiamo avuto un'ora abbondante per girare in  libertà in questo mercato e ne abbiamo approfittato per acquistare spezie, infusi e altri souvenir per i nostri familiari. È grande ma non troppo confusionario come quello di Muscat. E' qui che ho scoperto la bontà delle noccioline caramellate e ricoperte di sesamo!! Ne avevo prese un po' da portare a casa ma confesso di averle finite in quello stesso pomeriggio, troppo buone!


Usciti da Nizwa , ci siamo fermati a mangiare in un ristorante indiano lungo la strada (di cui mi sono dimenticata di prendere il nome!). Al buffet ho avuto l'occasione di provare la carne di dromedario, che ho trovato molto simile al vitello. 
Dopo pranzo abbiamo nuovamente cambiato il veicolo e siamo saliti su un altro tipo di jeep, quelle adatte per il deserto!!
Non riesco a descrivere l'emozione che ho provato quando la jeep ha abbandonato la strada asfaltata ed ha iniziato a correre sulla sabbia arancione.
Mano a mano che procedevamo , ai nostri lati, iniziavamo a profilarsi dune di sabbia altissime e i nostri autisti hanno iniziato a divertirsi un po' con noi.
Improvvisamente sterzavano a destra e a sinistra arrampicandosi con le 4x4 sulle alte dune per poi ributtarsi sulla strada.
Noi ridevamo e urlavamo di gioia e loro urlavano e ridevano con noi per la felicità di quel momento!
A circa 30 km all'interno del deserto si trovava il nostro accampamento.



SAFARI DUNES CAMP
(Bidiyah Camps Road, Bidiyah 421, Oman)







Quando mi hanno nominato l'accampamento nel deserto io ho pensato immediatamente ad un insieme di classiche tende, mai mi sarei immaginata un campo così bello! È più isolato rispetto agli altri campi e più in alto sulle dune. È composto da cinque "casette" per gli ospiti e una sesta grande dove viene servita la colazione la mattina. 
Le casette sono disposte in modo che ognuna abbia una visuale unica sul deserto intorno. All'interno avevamo la camera con un letto enorme e comodissimo, una stanzetta guardaroba e un bagno sia con doccia che con vasca da bagno e davanti al letto una bella vetrata che guardava sul deserto!! 
Non ci sono prese elettriche ma c'è una luce sia nel bagno che nella camera, mentre non c'è acqua calda.
All'arrivo viene servito thè caldo o caffè al cardamomo e la scelta a colazione è molto varia :succo di arancia, the, caffè, pane con burro o marmellata oppure uova strapazzate, wurstel e fagioli ecc... 
È stata davvero una sorpresa inaspettata!!

Prima di andare ognuno nelle proprie casette a riposare siamo andati a sederci su alcune dune più alte per vedere il tramonto.
Il sole che si nasconde dietro le dune di sabbia e colora tutto intorno di rosso è uno spettacolo imperdibile! 


La sera dell'ultimo dell'anno i nostri autisti sono venuti al campo con le 4x4 per portarci ad un accampamento più grande che ospitava tutti i turisti nei dintorni per il cenone del 31/12!
In realtà il cenone non era altro che il solito buffet con pollo, riso, verdure e montone , consumato verso le h 19,30.
I proprietari del campo hanno fatto preparare una grande torta alla panna per festeggiare e hanno ingaggiato un gruppo di uomini omaniti, che cantava e suonava musica locale, per coinvolgere i turisti.


Una piccola premessa a quanto sto per dire...
Tutti noi del gruppo , quella stessa mattina, avevamo convinto la nostra guida a portarci in un hotel internazionale dove avremmo potuto acquistare qualche bottiglia di vino. 
La ricerca è stata difficoltosa perché in Oman in teoria non servono alcolici, ma alla fine ce l'abbiamo fatta: siamo riusciti a recuperare ben tre bottiglie di vino rosso per poter brindare al nuovo anno!
Trovato fortunatamente anche un cavatappi, cosa a cui nessuno aveva pensato, ci siamo diretti nella parte esterna del campo e seduti sui tappeti e cuscini abbiamo festeggiato la fine del 2018.
Giusto il tempo di vedere qualche fuoco artificiale sparato dalla parte opposta del campo e poi ci siamo fatti riaccompagnare nelle nostre casette. 

Erano le ore 22,00.

Imbarazzante dite?! Non per noi.
Era la prima volta che passavo un ultimo dell'anno così.
Sola con la mia dolce metà, in un posto unico al mondo, silenzioso, lontano anni luce dal caos, dalle feste, dal countdown e dai trenini. 
Anche noi alla fine abbiamo atteso la mezzanotte, ma lo abbiamo fatto in assoluto silenzio, sdraiati su un tappeto, con il naso all'insù a contemplare l'infinita volta celeste. Non avrei mai più voluto andare via da lì, è stato un momento magico.


GIORNO 5 - MARTEDI' 01/01/2019
Io e Davide quella mattina ci siamo svegliati prestissimo e ci siamo allontanati dall'accampamento per andare sulle dune a vedere sorgere il sole.
O almeno questa era la nostra intenzione.
Non potete immaginare il nostro sgomento quando, usciti dalla tenda alle ore 06,00 del mattino, davanti a noi troviamo solamente una distesa di nebbia fitta fitta.
E l'alba?? Non si vedeva nulla!
Ma ormai eravamo svegli, quindi ci siamo allontanati (ma non di molto perché avevamo paura di perdere di vista l'accampamento) e ci siamo posizionati su un punto abbastanza alto (credo perché la visibilità era davvero poca) e ci siamo divertiti a scattare qualche foto alla luce del sole che piano piano filtrava dal banco di nebbia.
Non è stato lo spettacolo che immaginavamo e ci siamo anche mezzi congelati a stare a piedi nudi sulla sabbia fredda con una temperatura che si avvicinava ai 10° però qualche foto carina l'abbiamo scattata e sicuramente abbiamo goduto di un altro momento tutto per noi.




Abbiamo poi raggiunto il resto del gruppo per la colazione nel campo e già i nostri autisti ci aspettavano per portarci di nuovo in città.

Prima però abbiamo fatto una sosta nel campo dove la sera prima avevamo festeggiato l'ultimo dell'anno e la nostra guida mi ha fatto una sorpresa. (così mi piace pensarla!)

Nei giorni precedenti Ziad aveva fatto l'errore di dirmi che probabilmente nel deserto avremmo potuto fare un'escursione all'alba con i dromedari ma purtroppo, a causa del grosso numero di turisti presenti, non c'erano più posti disponibili.
Visto com'era la situazione meteorologica all'alba direi che è stato anche meglio così, però mi dispiaceva davvero tanto non esser potuta andare sui dromedari.
Devo avergli rotto le balle all'inverosimile perché quando ha visto che in quel campo c'erano alcuni dromedari mi ha subito detto che potevo andarci!!
La nostra prossima tappa, prima di uscire definitivamente dal deserto, era un accampamento beduino a dieci minuti di distanza, così io e Carla (una nostra compagna di viaggio) lo abbiamo raggiunto in groppa al dromedario, Davide e Massimo (suo marito e il mio quasi-marito) ci hanno seguito a piedi insieme a qualcun'altro del gruppo per scattarci foto e girare dei video , mentre gli altri hanno proseguito in macchina. E' stato molto emozionante!


Dopo la visita velocissima all'accampamento beduino, di cui non ho potuto fare foto, purtroppo abbiamo dovuto lasciare definitivamente il deserto per andare a visitare la parte più verdeggiante del paese, dove avremmo anche potuto fare un bagno nei Wadi (detto in brevissimo: fiumi che si sono formati in mezzo alle rocce).


WADI BANI KHALID
(Road 23 apprx. 40 km from Bidiyyah, Muscat-Sur Road, Muscat 113, Oman)




Questo è forse il Wadi più frequentato dai turisti per cui consiglio di non andarci nelle ore di punta.
Dal parcheggio sulla strada al ristorante/bar dove inizia il Wadi si passeggia per circa quindici minuti su suolo piano attraversando un'oasi di palme. Dal ristorante si parte per circa altri quindici minuti su un terreno roccioso un po' in salita e un po' in discesa. Non sono necessari gli scarponcini ma nemmeno bisogna andare con le infradito perché si rischia di scivolare e farsi male, noi abbiamo utilizzato dei sandali da trekking che sono andati benissimo per questo e per gli altri Wadi che abbiamo visto successivamente.
Per nuotare in questo Wadi non è necessario indossare scarpette da scoglio ma in alcuni punti bisogna stare attenti. L'acqua è piacevolmente calda, nel primo punto si tocca mentre andando avanti l'acqua diventa più alta. 


Avevamo davanti ancora molte ora di viaggio per arrivare alla cittadina di Sur per cui dopo pranzo siamo partiti subito e ci siamo fermati lungo la strada solamente per visitare un cantiere navale dove vengono costruite le dohw, le loro imbarcazioni tipiche.

SUR MARITIME MUSEUM
(Wilayat, Sur, Oman)





SUR PLAZA HOTEL
(Al Aise Street, Sur 411, Oman) 



Un'hotel decisamente superiore a quello nel quale abbiamo soggiornato a Muscat, probabilmente molto utilizzato da chi si sposta per lavoro.
La nostra camera era grande e confortevole e il bagno molto pulito. 
Ottimo il servizio di ristorazione, buffet con ampia scelta e cibo ottimo, soprattutto la carne cotta a vista sulla griglia. Ampio buffet di dolci. Il bar serve alcolici e abbiamo potuto ordinare una buona birra fresca. Ottima anche la colazione di tipo internazionale.



GIORNO 6 - MERCOLEDI' 02/01/2019
Dopo la colazione siamo partiti, nel nostro ultimo giorno di tour, alla scoperta di un altro Wadi famoso, molto frequentato dai turisti.

Nel nostro programma avevamo una visita al WADI TIWI ma con nostro disappunto ci siamo fermati solo a guardarlo dalla strada e oltretutto in un tratto in cui il fiume era molto desolato e la zona intorno era anche sporca.

Probabilmente la nostra guida aveva fretta di raggiungere l'altro Wadi e voleva arrivarci prima di altri gruppi di turisti.

Apro una piccola parentesi sulla quantità dei turisti in giro...
Ziad, la nostra guida, per tutta la settimana ha avuto un'ansia costante di arrivare nei luoghi e trovare un'affollamento di turisti.
Continuava a ripeterci "TRANQUILLAMENTE FATE FOTO", "TRANQUILLAMENTE ANDIAMO" "TRANQUILLAMENTE TRA UN MINUTO CI VEDIAMO AL PULLMAN" e in realtà intendeva "MUOVETEVI!!"
Anche quando si lamentava dei troppi turisti, in realtà ci saranno stati tre gruppetti al massimo. Non è la quantità che siamo abituati a veder in giro noi per le nostre città europee quindi state tranquilli.


WADI SHAB
(50km West of Sur, Sur 411, Oman)




Questo era il Wadi che un po' mi "preoccupava" prima di partire per l'Oman perché nonostante tutte le recensioni che avevo letto non avevo capito bene che scarpe era meglio utilizzare, se c'era posto per lasciare zainetti senza bagnarli ecc.. parto con il dire che è una bellissima escursione, da fare assolutamente! 
Si parte con una piccola barchetta che vi porta dall'altra parte del fiume da dove inizia una camminata di circa un'ora, prima all'interno di un'oasi dove c'è un largo sentiero in piano e poi dopo circa venti minuti si trasforma in una camminata un po' più impegnata tra rocce in salita dove bisogna prestare attenzione. 
Io l'ho fatta tranquillamente con i sandali da trekking, assolutamente no infradito o scarpe scivolose. 
Per chi è abituato ad andare in montagna è davvero una passeggiata, ho visto anche dei bambini di circa sette/otto anni farla, logicamente con loro bisogna stare super attenti. 
Lungo il sentiero, sulle rocce, ci sono dei segni che indicano il cammino corretto.
Si arriva all'inizio delle pozze d'acqua e qui se si vuole fare il bagno sono indispensabili le scarpette da scoglio. 
Potete lasciare tranquillamente gli zaini sulla riva e sulle rocce intorno, assolutamente nessuno vi toccherà nulla. 
Qui ci sono tre possibilità: farsi un bagno lì in acqua, continuare su di un sentiero vicino e vedere il Wadi dall'alto e fare qualche fotografia oppure proseguire in acqua fino ad arrivare alla grotta. 
Io mi sono fermata qui perché non so nuotare benissimo e non pensavo di essere in grado di raggiungere la grotta. 
Il mio fidanzato e altre due persone del gruppo, che invece ci sono andati, mi hanno riferito che il percorso (che dura circa 40 minuti andata/ritorno) è un po' in acqua e un po' fuori dall'acqua per cui bisogna utilizzare le scarpette da scoglio.
Nell'ultimo pezzo dove si arriva a questa grotta molto bella l'acqua è alta, non si tocca e bisogna passare con il corpo in un punto un po' stretto nella roccia che non è il massimo per chi è claustrofobico. 
Un consiglio per chi deciderà di farsi il bagno, portatevi qualcosa per coprirvi quando uscite dall'acqua perché le pozze sono all'interno di una valle dove il sole non arriva ma ci arriva il vento per cui anche se al sole ci sono 30 gradi lì tutti bagnati vi congelerete.



A pranzo ci siamo fermati al SAMA RESTAURANT all'interno del WADI SHAB RESORT.
Il pranzo a buffet era ottimo, forse il migliore di tutta la vacanza!


Nel pomeriggio abbiamo terminato il nostro viaggio andando a vedere un'ultima chicca che non potevamo perderci!

BIMMAH SINKHOLE
(Hawiyat Najm Park, Muscat, Oman)



Si tratta di un'enorme buco geologico, creatosi dal crollo di una parte di terreno e dove all'interno filtra l'acqua salata del mare e si incontra con quella dolce.
Si trova nel mezzo di un parco pubblico dove molta gente si ferma a fare dei pic-nic.
Si accede alla grotta per mezzo di una scala ed è possibile fare il bagno in acqua.

Noi purtroppo non abbiamo avuto tempo di fermarci a fare il bagno perchè dovevamo tornare a Muscat, la città da dove era partito il nostro tour.

Arrivati nuovamente all'Hotel Ramee di Muscat abbiamo ringraziato e salutato la nostra guida.
Era ormai ora di cena e, avendo terminato il tour, eravamo liberi di andare ognuno dove volevamo.
Ma dopo una settimana sempre tutti insieme potevamo dividerci proprio l'ultima sera??!!
Assolutamente non ce la sentivamo, infatti abbiamo prenotato un tavolo da quattordici nello stesso ristorante per festeggiare insieme l'ultima notte in Oman.



KARGEEN RESTAURANT
(Al Bashair Street, Madinat Qaboos, Muscat 118, Oman) 





A quanto pare è uno dei ristoranti più conosciuti di Muscat. E' grande e offre la possibilità di avere tavoli sia all'esterno, in un giardino molto bello in stile orientale, sia all'interno.
Come antipasto ci hanno portato due differenti tipi di hummus con pane arabo da dividere e poi abbiamo ordinato diverse grigliate di carne e di pesce. La carne è speziata e ha un sapore particolare ma a me è piaciuta molto, anche il pesce l'ho trovato molto buono. Abbiamo ordinato anche il fresh lemon mint che non poteva mancare! Unica pecca il buio della sala dove ci hanno preparato il tavolo, per il resto è un ristorante molto valido.



GIORNO 7 - GIOVEDI' 03/01/2019
Tutti gli altri erano tornati in Italia con dei voli che partivano la mattina presto mentre io e Davide avevamo ancora tutta una giornata davanti.
Il nostro volo partiva a mezzanotte e mezza per cui abbiamo dovuto trovare qualcosa da fare per occuparci le ore di attesa.
Non è stato difficile anzi, ne abbiamo approfittato per goderci con calma la città di Muscat.


NATIONAL MUSEUM
(Al Saidiya Street, Opposite Al Alam Palace in Muscat, Muscat 113, Oman)





L'ingresso costa 5 real ed è accettato solo il pagamento con carta di credito. Il museo non è grandissimo ma molto interessante e anche interattivo in alcune parti. 
Mostra approfonditamente la storia dell'Oman, che partito come un paese abbastanza semplice e povero, ora si è trasformato in uno dei paesi arabi tra i più ricchi e benestanti.
Merita davvero una visita!


Usciti dal museo abbiamo deciso di raggiungere la zona del Souq di Muttrah, che avevamo già visitato. 
Distava circa un'ora di cammino e non avevamo voglia di prendere un taxi per cui, constatato che Muscat è una città sicurissima dove ci si può spostare anche tranquillamente da soli a piedi, abbiamo iniziato la nostra passeggiata passando attraverso quartieri residenziali e parchi verdissimi.

AL-RIYAM PARK 




Una volta raggiunto il souq ci siamo dati da fare per trovare un locale dove fermarci a pranzare.

AL CORNISH CAFE'
(Matrah Corniche, Oman, Muscat 113, Oman)




Abbiamo trovato questo piccolo ristorante grazie a TripAdvisor, probabilmente non lo avremmo visto altrimenti.
Si trova proprio all'entrata del souq di Muttrah, salendo le scale sopra l'arco di ingresso.
Ha pochi posti a sedere e la scelta nel menù non è molto vasta. 
Noi abbiamo ordinato delle falafel e due piatti a base di pollo cucinato in modi diversi, e come bevanda il buonissimo fresh lemon mint! Tutto davvero ottimo! 
Il ristorante , essendo di un piano sopraelevato dalla strada e avendo un unico accesso, rimane nascosto ai turisti e quindi molto tranquillo. Oltretutto da lì si può godere di una bella vista sul mare.

Ci rimaneva ancora qualche ora da passare prima di ritornare in hotel, cambiarci e farci portare in aeroporto per cui abbiamo deciso di andare in spiaggia.


QURUM BEACH
(Al Shati Street, Muscat 113, Oman)





La spiaggia è enorme ed è davvero un piacere farci una passeggiata. Non è attrezzata e non ho visto nessuno farci il bagno o prendere il sole, se non nell'unico pezzo attrezzato che è la piccola spiaggia sotto al Crowne Plaza. 
Abbiamo passeggiato tutto il pomeriggio, attendendo il tramonto.

Rientrati in hotel abbiamo potuto fare una doccia e cambiarci prima che un autista ci venisse a prendere per accompagnarci in aeroporto.

Abbiamo lasciato l'Oman a malincuore.
E' stato un viaggio emozionante, il più bello fatto fin'ora!
Cosa ci è piaciuto di più?! Il deserto ovviamente!
Ma anche i colori e lo stile architettonico delle abitazioni, il profumo delle spezie, la storia e le tradizioni dei suoi abitanti, la modernità della città in contrasto con la semplicità dei nomadi del deserto.
L'Oman offre un paesaggio particolare, unico.
Alterna la montagna aspra e rocciosa alle oasi ricche di palme e di acqua verde-azzurra al rosso-arancione del deserto.

In Oman abbiamo scoperto un mondo a parte, un paese benestante, tranquillo, pulito e governato da un sovrano illuminato che mira alla correttezza e alla prosperità del suo popolo.
E' stato un viaggio che ci ha stupito moltissimo!
Un ringraziamento e un abbraccio fortissimo se lo meritano tutti i nostri compagni di viaggio che hanno contribuito a rendere quest'esperienza indimenticabile: Isabella, Tiziana, Marco, Daniele, Mariastella, Elisa, Maria, Giuseppe, Gabriella, Giorgio, Massimo e Carla!!!
Alla prossima!