sabato 30 dicembre 2017

Io prima di te - Jojo Moyes

Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2016
Nr. pagine: 391
Prezzo di copertina: € 13,00


Voto personale: ❤❤❤❤



"A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco."

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Questa è una delle poche volte nel quale mi decido a leggere un libro solo dopo aver visto il relativo film.
"Io prima di te" interpretato da Emilia Clarke e da Sam Claflin nei ruoli di Louisa e Will, mi aveva commosso all'inverosimile e tanto mi aspettavo dal libro.

Louisa Clark è una ragazza che ha appena perso il suo lavoro e non riesce a trovarne un altro.
La situazione economica della sua famiglia non è rosea in quanto l'unico a portare a casa lo stipendio è il padre, che può contare su un impiego molto precario.
Louisa non ha un titolo di studio che le permetta di lavorare in un ufficio e non ha mai fatto altro se non la barista.
Quando si presenta da Mrs Traynor per un colloquio come assistente per il figlio tetraplegico non si aspetta di certo di poter essere assunta.

Will Traynor è un ragazzo molto ricco, intelligente e brillante ma che a causa di un incidente è costretto a stare per il resto della sua vita su una sedia a rotelle.
Will ha già alle sue dipendenze Nathan, un infermiere che lo assiste dal punto di vista medico, mentre Louisa è stata assunta dalla madre per tenergli compagnia e cercare di sollevarlo dalla depressione nel quale è caduto dopo l'incidente.

Per Louisa non sarà facile perchè Will ha un pessimo carattere, si è chiuso in se stesso ed è deciso a non voler più continuare a vivere.
E' ascoltando per caso una conversazione tra la madre e la sorella di Will che Louisa scopre che il ragazzo ha fissato un appuntamento in una clinica in Svizzera per praticare il suicidio assistito.

"Avevo 117 giorni per convincere Will Traynor che aveva una ragione per vivere"

Questa diventa la missione di Louisa, una vera corsa contro il tempo per cercare di convincere Will a non togliersi la vita.

Poco alla volta riesce a farlo uscire di casa e a coinvolgerlo in alcune attività come il teatro, il cinema e a portarlo in un villaggio alle Mauritius.

L'appuntamento alla clinica Dignitas in Svizzera si sta per avvicinare e Louisa spera con tutta se stessa di essere riuscita nel suo intento.

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Interessante è vedere come ad un certo punto del racconto i ruoli si invertano: dovrebbe essere Louisa a far sperimentare a Will cose nuove , invece è il ragazzo che fa di tutto per tirare Louisa fuori dal suo guscio.

"E' per questo che mi fai incavolare, Clark. Perchè vedo tutto questo talento, tutta questa energia e intelligenza e potenzialità. E non riesco proprio a capire come tu possa accontentarti di vivere una vita così scialba.
Una vita che si svolgerà quasi interamente nel raggio di dieci chilometri e non includerà nessuno che saprà mai sorprenderti, nè stimolarti, nè mostrarti cose che ti faranno girare la testa e non ti lasceranno dormire la notte"

Questo libro inoltre affronta un tema molto discusso attualmente, quello dell'eutanasia.
L'autrice all'interno di questo racconto mette a confronto diverse opinioni di pensiero.
Da una parte Will, il ragazzo affetto da tetraplegia C5/6, che non potrà mai più avere una vita normale.

"...non è la mia vita. Non ha niente a che vedere con la vita che voglio.... Io amavo la vita. Amavo il mio lavoro, i miei viaggi, quello che ero. Amavo essere una persona dinamica. Mi piaceva andare in moto, lanciarmi nel vuoto. Mi piaceva annientare l'avversario nelle trattative d'affari. Mi piaceva fare sesso. Facevo una bella vita. Non sono fatto per vivere su questa trappola, eppure questa è diventata la cosa che mi definisce. E' l'unica cosa che mi definisce.
Ho bisogno di finirla qui. Basta sedia. Basta polmonite. Basta gambe e braccia che mi bruciano. Basta dolore, spossatezza, e basta svegliarmi al mattino con il desiderio che la giornata sia già finita."

Dall'altro lato invece il parere di Louisa, dei suoi genitori e soprattutto della famiglia di Will, persone distrutte dal dolore che cercano in tutti i modi di fargli cambiare idea ma che purtroppo sanno di non poterlo costringere.

"Io prima di te" è una storia di coraggio.
Il coraggio di Will di decidere lucidamente di mettere fine alla sua vita, il coraggio dei suoi genitori di accettare questa sua decisione e il coraggio di Louisa di stargli accanto fino alla fine.

Dopo aver versato un mare di lacrime per questo romanzo, inizio a leggere il suo seguito "Dopo di te" con la speranza di ritrovare il sorriso.



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mercoledì 27 dicembre 2017

Fore morra - Diego Di Dio

Casa editrice: Time Crime
Anno di pubblicazione: 2017
Nr. pagine: 315
Prezzo di copertina: € 12,90

Voto personale:
 ❤❤❤❤





Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

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"Fore morra" (Fuori dalla Camorra) è un thriller ambientato a Napoli.
Protagonisti principali sono Alisa e Buba, due sicari professionisti che vengono ingaggiati per uccidere un piccolo camorrista che si sta facendo strada nel narcotraffico , pestando i piedi a persone più grandi di lui.


"Ci sta un capuzziello che da un po' di tempo sta alzando la cresta, e questa cosa al mio capo nun ce piace"


E' così che Geppino il Pianurese incarica i due protagonisti di uccidere Filippo Russo. Un affare da € 30.000,00 , una questione da risolvere in due/tre giorni al massimo.


Alisa e Buba studiano un piano per compiere la loro missione ma arrivati sul luogo stabilito si rendono conto di essere cascati in una trappola.
In realtà il vero obiettivo dei camorristi è quello di prendere Alisa e consegnarla a qualcuno che la vuole morta a tutti i costi.
I due sicari per il momento riescono a fuggire e iniziano così a nascondersi e a studiare un piano per scovare e sconfiggere lo sconosciuto nemico.
Alisa deve quindi scavare nella sua memoria e ripercorrere il suo passato tormentato per capire chi le stia dando la caccia.


"Di persone che potrebbero volermi, viva o morta, ne conosco davvero tante. Troppe. La criminalità organizzata per la quale abbiamo ucciso per anni è una ragnatela fittissima e inestricabile, un moltiplicarsi continuo di legami, intersezioni e ribaltoni che coinvolgono la camorra, la mafia africana, spacciatori napoletani e papponi, assessori e sindaci, prostitute di colore e madame senza scrupoli. Abbiamo tolto di mezzo giudici, commissari, carabinieri, boss di camorra, narcos internazionali, picciotti e killer a pagamento. Le persone che potrebbero darmi la caccia sono infinite."

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"Fore morra" è un thriller mozzafiato, con il suo ritmo incalzante vi lascerà con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina.
L'autore è riuscito, con la sua scrittura scorrevole e semplice, a farmi entrare in qualche modo in empatia con i protagonisti.
Nonostante Alisa e Buba fossero due sicari , mi sono ritrovata a fare il tifo per loro per tutta la durata della storia, a sperare che riuscissero a scappare e a vincere contro il loro nemico.
Mi sono indignata ed emozionata leggendo la storia di Alisa, della sua infanzia traumatica insieme ad un padre crudele e disumano che non la voleva.
Ho iniziato a leggere questo libro attratta dalla trama interessante, ma dubbiosa e consapevole che l'argomento "mafia" non fosse tra i miei preferiti.
Ho terminato la lettura di questo thriller scoprendomi completamente conquistata dalla sua storia.
Nel 2018 uscirà il seguito di "Fore morra" che a questo punto aspetto con impazienza!


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lunedì 18 dicembre 2017

Il Dio del fiume - Wilbur Smith

Casa editrice: CDE
Anno di pubblicazione: 1995
Nr. pagine: 586
Prezzo di copertina: € 8,70

Voto personale: ❤❤❤❤









Solenne e grandiosa come il fiume Nilo, la civiltà egizia è una gemma splendente, incastonata per volere degli dei in una terra ostile, dominata da aridi deserti. Secoli di pace laboriosa, in armonia con il respiro del fiume, hanno reso l'Egitto nobile e magnifico: ora però lo splendore della gemma si sta accendendo di cupi bagliori e un nuovo fiume prende a scorrere nel paese. È un fiume di sangue e di morte, le cui sorgenti sono sia nel falso Faraone, il Pretendente Rosso, che minaccia l'unità del regno e la maestà del vero sovrano, Mamose VIII, sia in un'orda di popoli selvaggi che, con l'ausilio di misteriore creature veloci come il vento, saccheggia ed è ormai prossima a impadronirsi della superba Tebe. Cinto d'assedio da nemici spietati e minato all'interno da oscuri intrighi, l'Egitto dovrà affidare il suo destino a quanti si sentono figli del dio del fiume, del grande Nilo: Tanus, il guerriero dai capelli di rame e dal braccio potente; Lostris, affascinante e saggia ma costretta ad accettare lo scettro di un regno cui volentieri rinuncerebbe per amore di Tanus; Taita, umile schiavo dotato di curiosità e di ingegno multiforme. Sarà proprio il dio del fiume a segnare la strada per il viaggio verso la pace, un viaggio in cui tutti, uomini e donne, servi e nobili, saranno chiamati a provare con lacrime e sangue la loro devozione per l'Egitto.                          

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Tempo fa una collega di mia mamma doveva disfarsi di alcuni libri e, conoscendo la mia passione per la lettura, ha deciso di regalarli a me.
Erano circa una trentina di libri tra cui almeno una dozzina di Wilbur Smith.
Avendo già altri libri in coda da leggere questi sono rimasti intonsi nella mia libreria.
Dopo diverso tempo mi sono decisa ad iniziarne la lettura ed ho cominciato da "Il Dio del fiume" semplicemente perché gli antichi Egizi sono un argomento che mi ha sempre affascinato fin da piccola.
Avevo sentito nominare tantissime volte questo scrittore, per cui ho iniziato le prime pagine con molta curiosità.
Devo dire che la fama di questo scrittore è ben meritata e che il romanzo mi ha coinvolta fin da subito.

"Il 5 dicembre 1988 il dottor Duraid Al Simma del Dipartimento Antichità Egiziane penetrò in una tomba sulla riva occidentale del Nilo nella Valle dei Nobili.
Appena entrò nel corridoio che conduceva alla camera sepolcrale, il dottor Al Simma si trovò davanti a una serie di affreschi magnifici che coprivano le pareti e il soffitto. Erano i più complessi e vivaci che avesse incontrato in tutta una vita trascorsa nello studio del monumenti.
Mi confidò di aver compreso subito che si trattava di un ritrovamento significativo, perché fra i geroglifici spiccava il cartiglio di una regina egizia in precedenza sconosciuta.
Quasi un anno dopo l'apertura della tomba, mentre gli assistenti del dottor Al Simma copiavano e fotografavano le decorazioni delle pareti, una sezione dell'intonaco cadde e rivelò una nicchia in cui stavano dieci vasi d'alabastro sigillati.
Quando il dottor Al Simma mi chiese di collaborare alla trascrizione dei rotoli contenuti nei vasi, mi sentii onorato e nel contempo pieno di trepidazione."
(da "Nota dell'autore" , Wilbur Smith, pag. 585)

Taita è uno dei protagonisti principali e voce narrante del racconto , colui che trascrisse sui rotoli di papiro le vicende della regina Lostris, nel principe Memnone e del nobile Tanus alle prese con la difesa della loro amata terra: l'Egitto.

Taita è uno schiavo di proprietà della nobile Lostris.
E' uno scriba, un architetto, un artista, un medico, in poche parole un genio e grazie a questa sua intelligenza riesce a farsi notare e a procurarsi una certa ricchezza e una certa fama nella città di Tebe.
Nel giorno della festività di Osiride , il Faraone Mamose si innamora perdutamente della giovane Lostris e la chiede in moglie al diabolico e spregevole Gran Visir Intef , padre della ragazza.
Il nobile Intef , ben conscio dell'amore che la figlia prova per Tanus (capo delle Armate del Faraone) , suo acerrimo nemico, acconsente a cederla in moglie a Mamose.

Un fatto però coglie di sorpresa Intef: Lostris come regalo di nozze chiede di poter portare con sé lo schiavo Taita e il nobile, trovandosi davanti al Faraone, non può fare altrimenti se non concedere questo favore alla figlia.
Taita è da sempre custode degli scabrosi segreti del nobile Intef, conosce perfettamente tutti i traffici illeciti condotti per arricchirsi all'insaputa del Faraone e il nobile Intef non può permettersi di non avere più lo schiavo sotto il proprio controllo.
Cerca quindi in diversi modi di ucciderlo e impiega le sue forze anche per rovinare il nobile Tanus e sconfiggerlo una volta per tutte, mettendolo in cattiva luce davanti al Faraone al punto che il giovane rischia di venire giustiziato.

Il nobile Tanus negozia la sua vita in cambio di un favore da rendere al Faraone, combattere con le sue truppe contro le Averle , i temibili ladri che stanno tenendo in scacco la terra d'Egitto.
Tanus, con l'aiuto del suo  esercito e del suo migliore amico Taita, riesce a sconfiggere le armate delle Averle e a risalire al loro capo, che altri non è che il nobile Intef.
Il Faraone Mamose si fida ciecamente del suo Gran Visir. Come fare per fargli aprire gli occhi e riuscire ad incastrare finalmente Intef?

L'impresa è ardua ma alla fine il nobile Intef viene spogliato di tutte le sue ricchezze e condannato ad una morte crudele.
Riesce però a scappare e, dopo qualche tempo, a tornare e conquistare Tebe con l'aiuto di un popolo sconosciuto agli Egizi: gli hyksos.

Il popolo egiziano possiede delle grandi e potenti armate, formate da combattenti valorosi e insuperabili nell'arte della spada e del corpo libero.
Si spostano sul Nilo grazie alle loro inespugnabili imbarcazioni.
Fino a quel momento non hanno mai visto dei cavalli e gli hyksos gli colgono di sorpresa arrivando sul campo di battaglia a bordo di veloci carri trainati da cavalli.
Il Faraone viene ucciso, le città vengono assediate e la regina Lostris, il nobile Tanus e gli altri sudditi sono costretti ad abbandonare l'Egitto in mano agli spietati nemici.

Taita, in una delle sue visioni, riceve il messaggio di Hapi (la dea del Nilo) la quale dice al suo popolo di abbandonare l'Egitto e intraprendere un lungo viaggio fino a raggiungere la sorgente del fiume , di recuperare le forze e di tornare successivamente per sconfiggere e scacciare gli invasori.
Inizia così un lungo viaggio, di circa due decenni, nel quale i protagonisti viaggiano fino all'interno dell'Africa e lungo il loro cammino incontrano nuovi popoli , territori e animali sconosciuti.

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"Il Dio del fiume" è un romanzo d'avventura che mi ha tenuta incollata alle sue pagine fino alla fine.
La ricchezza e la cura dei particolari utilizzati dallo scrittore nella narrazione, fanno di questo romanzo un vero e proprio capolavoro, testimone della grandezza e dell'intelligenza di un popolo antico che ha saputo affascinarci a distanza di secoli.
Questo romanzo è il primo di una saga formata da sei libri ("Il Dio del fiume", "Il settimo papiro", "Figli del Nilo", "Alle fonti del Nilo", "Il Dio del deserto", "L'ultimo Faraone") e , dopo aver terminato e apprezzato questo, non vedo l'ora di incominciare i seguenti.


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