giovedì 24 ottobre 2019

Recensione: Il gatto che arrivò il giorno di Natale - Melody Carlson

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 256

Prezzo di copertina: € 9,90

Voto personale: 



"Dopo aver trascorso molti anni all'estero, Garrison Brown torna a Vancouver pronto a cominciare una nuova vita, ma la morte della sua adorata nonna, appena qualche settimana prima di Natale, mette sottosopra tutti i suoi piani. Garrison, infatti, si ritrova improvvisamente nella condizione di doversi occupare di tutto, compresa l'incombenza di cercare una nuova casa ai sei gatti appartenuti a sua nonna. Una vera seccatura, dal suo punto di vista, ma il testamento parla chiaro: la nonna ha lasciato nelle sue ultime volontà istruzioni dettagliatissime per ognuno dei suoi adorati mici in modo che ognuno fnisca tra le braccia del proprietario perfetto, il quale, in cambio dell'adozione, riceverà un generoso compenso in denaro. Il compito di Garrison è trovare le combinazioni giuste, senza far, però, riferimento al premio. E chissà che, con l'avvicinarsi della Vigilia di Natale, i sei miagolanti orfanelli da piazzare non riescano a trovare qualcuno perfetto anche per lui."

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Garrison Brown non sopporta i gatti ed è anche terribilmente allergico ad essi.
Gli basta entrare per qualche minuto in una stanza dove è stato anche solo uno di questi animali per iniziare con una raffica interminabile di starnuti.
Sua nonna, Lillian Brown, invece li adorava e negli ultimi anni della sua vita li avevi accolti in casa uno dopo l’altro fino ad arrivare ad averne sei.

Ma ora che la nonna Lily è morta, Garrison è rimasto l’unico erede perciò tocca a lui occuparsi dei sei gatti rimasti orfani.
Lillian era una donna molto previdente, sapeva che la sua ora si stava per avvicinare, pertanto ha provveduto a lasciare al nipote, nel suo testamento, delle istruzioni precise.
Garrison dovrà occuparsi dei gatti e cercare per ognuno di loro una nuova casa, ma le famiglie adottive dovranno possedere determinati requisiti stabiliti dalla nonna.

Natale è ormai alle porte e Garrison spera di riuscire a sistemare i gatti il più velocemente possibile.
Viola, Spooky, Muzzy, Oreo, Rusty e Harry sono dei bellissimi esemplari e troveranno tutti quanti la loro nuova famiglia.
Ma se all’inizio separarsi da loro era sembrato un enorme sollievo, a mano a mano che la storia continua, per Garrison diventerà sempre più difficile.


“Il gatto che arrivò il giorno di Natale” è un racconto leggero e breve, che si legge in poco tempo.
Una storia carina, tenera, con una trama semplice, un po’ come i film che si guardano di solito durante la vigilia di Natale.
Si poteva decisamente approfondire meglio; in alcuni punti è troppo sbrigativo soprattutto nel finale che purtroppo non mi convince.

E’ un libro che bisogna leggere senza avere troppe pretese.



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sabato 19 ottobre 2019

Recensione: The Mister - E L James

Casa editrice: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 512

Prezzo di copertina: € 19,00

Voto personale: 



"Londra, 2019. La vita è sempre stata facile per Maxim Trevelyan. Molto attraente, ricco, aristocratico, non ha mai dovuto lavorare e ha dormito da solo nel suo letto molto di rado. Ma un giorno, improvvisamente, tutto questo cambia quando una tragedia lo colpisce ed eredita il titolo nobiliare della sua famiglia: un’immensa ricchezza e tutta la responsabilità che ne deriva. E questo non è un ruolo per il quale Maxim è preparato e si deve sforzare per affrontarlo. Ma la sfida più grande sarà resistere al desiderio per una giovane donna enigmatica, giunta inaspettatamente a Londra, che porta con sé solo il suo passato, difficile e pericoloso. Sfuggente, bella e con un grande talento musicale, Alessia rappresenta per Maxim un mistero seducente e il suo desiderio per lei aumenta diventando presto una passione che non si spegne, mai provata prima. Ma chi è Alessia Demachi? Può Maxim proteggerla da ciò che la minaccia? E lei come reagirà quando scoprirà che anche lui le sta nascondendo dei segreti? Dal cuore di Londra, alla selvaggia Cornovaglia, fino alla cupa e temibile bellezza dei Balcani, The Mister è un viaggio emozionante in cui si alternano pericolo e desiderio, lasciando il lettore senza fiato fino all’ultimissima pagina."


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E L James, la scrittrice di "Cinquanta Sfumature" esce in libreria con un nuovo romanzo. Potevo forse farmelo scappare? Ovviamente no.
Io appartengo a quel gruppo di persone ai quali i romanzi di Cinquanta sfumature sono piaciuti molto.
Ho iniziato la lettura di questo libro avendo ben chiara nella mia mente l'immagine di Christian Grey, sicuro di sé e del suo fascino, determinato, forte, oscuro e pericoloso ma ben presto ho dovuto abbandonare ogni illusione che mi ero fatta perché Maxim, il protagonista di questa storia, è tutt'altro.
Il personaggio di questo romanzo non ha nulla a che vedere con Grey, la trama di questo libro non ha niente a che fare con Cinquanta Sfumature.
Spesso succede che, a seguito di un primo successo, gli scrittori che proseguono a scrivere altri romanzi si ripetano oppure creino qualcosa di diverso ma deludente. In questo caso la James è riuscita a sorprendermi con una storia completamente diversa ma assolutamente fantastica!
La trama ricorda un romanzo Regency ma ambientato ai giorni nostri.
Maxim Trevelyan ha ereditato dal fratello Kit, morto a causa di un incidente, il suo titolo nobiliare diventando Conte di Trevethick.
Alessia Demachi è la sua nuova donna delle pulizie, originaria dell'Albania, scappata in Inghilterra per fuggire ad un destino orribile.
Ovviamente tra i due nasce immediatamente un'attrazione irresistibile e non c'è nulla che Maxim, dolce e premuroso, non farebbe per tenere al sicuro la sua Alessia.

Immagino di non essere stata l'unica ad aspettarmi una storia simile a quella di Christian e Anastasia in Cinquanta Sfumature e mi è piaciuto che la scrittrice si sia presa gioco di noi sfruttando queste aspettative e facendo accenno all'inizio del libro ad una "stanza segreta dove nessuno aveva il permesso di entrare".

"Alessia si muove per tutto l'appartamento, pulendo, spolverando e lucidando, ma evita l'unica stanza in cui non le è permesso entrare. Si chiede fugacemente cosa ci sia dietro la porta chiusa, ma non cerca di aprirla. Krystyna è stata molto chiara quando le ha detto che quella stanza è off-limits."

Io sono stata una di quelle lettrici che la James ha colto in castagna con il suo trucchetto. Ho pensato immediatamente "Un'altra stanza rossa??" e così sono caduta come un pesce lesso nella sua trappola e me lo sono anche immaginata la James che sogghigna mentre inserisce questo tranello tra il testo del suo libro.
Il libro continua, come vi ho già spiegato, molto diversamente da quello che mi aspettavo e mi sorprende pagina dopo pagina.
La storia d'amore raccontata in questo romanzo è dolcissima e mi ha fatto innamorare, non ci sono scene di sesso estremo, non è noiosa.
Ad ogni angolo sono presenti continui colpi di scena e Maxim e Alessia dovranno lottare molto per riuscire a stare insieme.

Ho letto questo libro in meno di tre giorni. Non riuscivo a staccarmi dalle sue pagine! L'ho apprezzato tantissimo e consiglio la lettura ai malati delle storie d'amore come me!


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venerdì 18 ottobre 2019

Recensione: Segreti e ipocrisie - Sveva Casati Modignani

Casa editrice: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 227

Prezzo di copertina: € 15,90

Voto personale: 



"Un anno volge al termine e uno nuovo sta per cominciare, carico di speranze, buoni propositi e qualche rimpianto. Mentre cerca un po' di pace nella bellissima Villa Sans-souci a Paraggi, che ha ricevuto in eredità dalla nonna materna, Maria Sole ripensa al grande inganno che ha determinato la fine del suo matrimonio poche settimane prima. Si chiede come abbia fatto a non accorgersi che suo marito non era quello che sembrava, pur conoscendolo sin dall'infanzia, e come i genitori di entrambi, che sospettavano da sempre, abbiano potuto tacere. Ripercorrendo i ricordi racchiusi nelle stanze della villa, la giovane donna si rende conto che la sua famiglia è sempre vissuta di segreti, per non sporcare l'immagine della propria rispettabilità. Ma ora Maria Sole vuole scrollarsi di dosso tante ipocrisie e riprendere in mano la vita, anche per amore del suo bambino. Per fortuna, ha accanto le sue tre amiche soccorrevoli: Carlotta, Andreina e Gloria, pronte a sostenersi vicendevolmente nei momenti di difficoltà. Ognuna delle quattro «amiche del giovedì» - così le chiama la proprietaria del ristorante dove s'incontrano una volta a settimana - si affaccia al nuovo anno con una sfida da affrontare: chi un ritorno di fiamma, chi una gravidanza inattesa, chi una scelta d'amore che sconvolge ogni certezza. Di fronte a quelle svolte, la loro forza sarà il legame che le unisce come sorelle. Come una famiglia sincera. Le irresistibili protagoniste di Festa di famiglia tornano a sorprenderci in questo romanzo imprevedibile come la vita, magico come i sogni di ogni donna. Una storia di nuovi inizi e di affetti da custodire come tesori preziosi."

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"Segreti e ipocrisie" è il seguito del romanzo "Festa di famiglia".
Le protagoniste sono le stesse: Maria Sole, Gloria, Andreina e Carlotta.
In ogni capitolo si scopre come è continuata la loro vita rispetto al primo romanzo.
Questa volta la storia di concentra maggiormente su Maria Sole.
Suo marito Mariano, che lei conosce sin da quando era piccola, si è dichiarato omosessuale e si è innamorato di un altro ragazzo.
Ha lasciato Maria Sole e il loro bambino di pochi mesi, per andare a convivere con Pedro, il suo nuovo amore.
Maria Sole non riesce ad avercela con lui per questo tradimento perché non può costringere Mariano a fingere di essere quello che non è.
La donna è invece arrabbiata ed amareggiata con sua madre e con sua suocera, che da tempo sospettavano la vera natura di Mariano ma non hanno mai cercato di avvertirla.

Se al primo romanzo, letto qualche mese fa, avevo assegnato 3 stelle dando a Sveva il beneficio del dubbio, a quest'ultimo, letto la settimana scorsa, ne devo assegnare solo 1.
Questa storia non mi è piaciuta per diversi motivi.
Per prima cosa non c'è una vera e propria trama con un inizio e una fine.
Le quattro protagoniste sono persone normali con storie abbastanza banali, a mio parere niente di interessante che valga la pena di essere inserito in un romanzo.
Come nel libro precedente ogni capitolo, scritto a caratteri enormi e di poche pagine, racconta qualche aneddoto della vita delle quattro donne ma sono tutte storie inconcludenti.
Viene da chiedersi: e quindi? Succede qualcosa poi? Perché ce lo stai raccontando??
Inoltre i dialoghi, secondo me, non sono adeguati all'età delle protagoniste.
Il racconto , se non proprio nel 2019, dovrebbe essere comunque ambientato in anni recenti e le quattro amiche, di quarant’anni circa, parlano tra di loro con le stesse parole che userebbero le loro bisnonne nei primi anni del 900'. 

Mi dispiace scrivere una recensione del genere su un romanzo di Sveva perché ho sempre adorato i suoi racconti, ma queste storie "moderne" trovo che non le si addicano.
Ad oggi Sveva Casati Modignani è una scrittrice che conta 34 romanzi pubblicati. Questi ultimi sono brevi, stringati e mancanti di significato. Ha forse esaurito gli argomenti di cui parlare?

Se “Festa di famiglia” è un romanzo incentrato su Andreina e “Segreti e ipocrisia” su Maria Sole, purtroppo sono pronta ad aspettarmi altri due libri su Gloria e Carlotta…. Che la prossima volta non leggerò.


domenica 13 ottobre 2019

Recensione: Memorie di una geisha - Arthur Golden

Casa editrice: TEA
Anno di pubblicazione: 2008
Nr. pagine: 571

Prezzo di copertina: € 12,00

Voto personale: ❤❤❤




"Il suo nome era Sayuri. Aveva una sola ricchezza: il suo fascino. E divenne la geisha più famosa del Giappone. Le sue memorie sono un manifesto all'arte della seduzione. Un romanzo avvincente e toccante, di rara sensibilità e ricchezza, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile."

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Era da qualche tempo che desideravo tanto leggere questo libro. Avrei voluto farlo soprattutto prima di partire per il Giappone ma, a causa di vari impegni, non ci sono riuscita.
Tuttavia anche se non voluta, leggere questo libro a posteriori, è stata una buona mossa perché ho trovato molto emozionante sentire Sayuri raccontare di luoghi che ho visitato di persona.
Il romanzo è ambientato nel quartiere di Gion, a Kyoto, negli anni 30/40 dove i quartieri delle geishe erano assai più diffusi e popolati rispetto al giorno d'oggi.
Grazie alla sapiente abilità narrativa dello scrittore, chiudendo gli occhi e immaginandomi nuovamente a camminare per le stradine di Gion sono riuscita perfettamente a visualizzare Sayuri avventurarsi con sguardo basso ed eleganza da una casa da tè ad un'altra, ammirata dagli sguardi dei passanti.

"Memorie di una geisha" è un racconto triste ma al tempo stesso estremamente affascinante e avvincente. Ci porta in un mondo a molti sconosciuto, esplorando in modo assai dettagliato la figura della geisha, donna di una bellezza misteriosa e delicata, intrattenitrice ed artista a 360 gradi.



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lunedì 16 settembre 2019

Recensione: Un uomo tranquillo - Liz Fenton & Lisa Steinke

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 317

Prezzo di copertina: € 9,90

Voto personale: ❤❤❤







"Jacqueline "Jacks" Morales è un'insegnante con una vita ordinaria. Il suo matrimonio non è perfetto, ma ogni relazione ha i suoi alti e bassi, dopotutto. Il mondo di Jacks è messo sottosopra quando due agenti di polizia bussano alla sua porta con una notizia drammatica. Suo marito avrebbe dovuto essere in Kansas per un viaggio d'affari, invece è morto in un incidente d'auto alle Hawaii. E con lui c'era una giovane donna. Jacks è scioccata dalla rivelazione. E, oltre al dolore per la perdita dell'uomo con cui ha vissuto otto anni, non riesce a rassegnarsi all'idea che James abbia trascorso gli ultimi istanti di vita con un'altra. Cercando di scoprire la verità sull'accaduto, entra in contatto con Nick, il fidanzato della donna, anche lui all'oscuro di tutto. I due si imbarcano così nell'impresa di ricostruire gli ultimi giorni di vita delle persone che hanno amato. L'amore e la fiducia, però, non erano che lo specchio di un'infinita menzogna: fino all'ultimo Jacks dovrà subire il peso degli inganni, perché niente è davvero come sembra."


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"21 Maggio. Maui. Incidente stradale. La strada per Hana. Scogliere. Pietra lavica. Un incendio. Il portafoglio con i documenti ritrovato a centinaia di metri dall'auto."

Sono le parole che Jacqueline memorizza quando la polizia viene a dirle che suo marito è morto in un incidente stradale alle Hawaii. 
Jacks era convinta che il marito fosse in Kansas per un viaggio di lavoro.
La notizia della morte è sconvolgente ma ciò che la distrugge più di tutto è scoprire che il marito l'ha tradita. Le ha mentito per andare in vacanza in compagnia di Dylan, la sua amante.
Anche Dylan ha tradito qualcuno, Nick il suo fidanzato.

Jacks e Nick si incontrano ed insieme decidono di partire per Maui.
Vogliono ripercorrere ogni passo fatto dai due amanti su quell'isola.
Vogliono scoprire, anche a costo di soffrire ulteriormente, se la loro relazione fosse solo un'infatuazione passeggera o qualcosa di più profondo, vogliono capire cosa li abbia portati a cercare altro al di fuori della loro relazione.

"Devo convivere col fatto che per fare le cose che non volevo fare io, James si era preso un'altra donna."

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Il percorso di Jacks è doloroso. Le scoperte che fa sull'isola sono agghiaccianti, rivelazioni che nessuna donna sposata e innamorata vorrebbe sapere sul conto del proprio marito. 
"Un uomo tranquillo" è un libro angosciante, scritto con abilità. Un libro che ti prende la mente. Ti fa entrare in empatia con i suoi protagonisti e ti fa soffrire insieme a loro fino all'ultima pagina.
E se fino agli ultimi capitoli vi sembrerà un racconto drammatico, ricordatevi sempre che in realtà è un thriller. Il finale inaspettato è dietro l'angolo e vi lascerà esterrefatti. 
Niente è come sembra!


giovedì 5 settembre 2019

Recensione: La paziente scomparsa - Liz Lawler

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 331

Prezzo di copertina: € 9,90

Voto personale: ❤❤❤





"Emily Jacobs è appena stata ricoverata nell’ospedale dove lavora come infermiera per una piccola operazione. Quando si sveglia nel cuore della notte, ancora confusa dall’anestesia, fatica a capire bene cosa stia succedendo. Per un momento le sembra quasi che un medico stia cercando freneticamente di rianimare la paziente nel letto a fianco. Al risveglio chiede spiegazioni, ma la risposta è che il letto accanto al suo è sempre stato vuoto. Una volta tornata al lavoro, Emily è decisa a non dare più peso alla cosa, ma il ritrovamento di un braccialetto riporta a galla tutte le sue inquietudini. Potrebbe essere della donna scomparsa? Più ci pensa e più si convince che i suoi colleghi nascondano un terribile segreto. Potrebbe sbagliarsi, è vero. Forse per colpa di un trauma del suo passato che rischia di influenzarla… E se invece avesse ragione? Chi altro sarebbe in pericolo?"

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Nonostante sia passato un anno, Emily non riesce ancora a darsi pace per la scomparsa di sua sorella Zoe.
Quest’ultima, dopo aver passato una notte in ospedale, è sparita nel nulla.
Nessuno sa cosa le sia successo. La polizia non ha scoperto nulla e, ad un certo punto, ha abbandonato le indagini. 
L’unica ancora determinata a trovarla è Emily. 
Lei non si arrende perché ha la speranza che la sorella sia ancora viva.
La disperazione e il dolore la mantengono salda nel continuare le indagini per conto proprio.

Quando un giorno Emily inizia ad indagare su un’altra ragazza scomparsa dallo stesso ospedale nel quale lei stessa lavora (lo stesso dove è sparita sua sorella) nessuno sembra crederle.
La ragazza che secondo Emily dovrebbe essere scomparsa, secondo i dottori invece non è mai stata una paziente dell’ospedale.
Tutti iniziano a pensare che Emily sia ancora troppo provata per il dolore e per l’esaurimento che l’ha colpita dopo la sparizione di Zoe.
Emily invece è sicura di quello che ha visto con i suoi occhi, non è pazza, e farà di tutto per scoprire la verità sull'accaduto.

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Emily è sola contro tutti. Tutti la credono pazza e cercano di fermarla, alcuni lo fanno deliberatamente e altri solo perché credono di aiutarla.
Di chi potrà fidarsi? Di nessuno.

Ecco un altro thriller che vale assolutamente la pena di leggere.
L’ho letto in pochissimo tempo. 
La storia mi ha assorbito completamente e non riuscivo più a staccare gli occhi dalle pagine.
Ritmo incalzante, ansiolitico e finale inaspettato.
Promosso a pieni voti!


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lunedì 26 agosto 2019

Recensione: La figlia adottiva - Jenny Blackhurst

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2019
Nr. pagine: 380

Prezzo di copertina: € 12,00

Voto personale: ❤❤❤







"Imogen Reid ha deciso di diventare una psicologa dell’infanzia per aiutare i bambini in difficoltà. Ecco perché, quando le viene assegnata in cura Ellie Atkinson, una ragazzina di undici anni, si rifiuta di ascoltare chi le dice che è pericolosa. Ellie è l’unica sopravvissuta a un terribile incendio che ha sterminato la sua famiglia. E Imogen sa bene che in questi casi i problemi del paziente sono la rabbia e la tristezza inespresse di chi non è ancora riuscito a elaborare il lutto. Ma i genitori adottivi di Ellie hanno un’altra storia da raccontare. Così come i suoi insegnanti. Quando si arrabbia, cominciano ad accadere cose brutte. Cose in grado di generare strane leggende su quella ragazzina silenziosa. E stare così vicina a Ellie per Imogen potrebbe diventare presto molto pericoloso…"

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“La psicocinesi, (dal greco ψυχή psyché "mente" e κίνησις kìnesis "movimento", quindi letteralmente "muovere con la mente") nota anche come telecinesi (dal greco τῆλε "lontano" e κίνησις "movimento", quindi "muovere da lontano") è quel fenomeno paranormale per cui un essere vivente sarebbe in grado di agire sull'ambiente che lo circonda, manipolando oggetti inanimati, attraverso mezzi fisici invisibili e secondo modalità che sarebbero sconosciute alla scienza. La modalità più intuitiva per definire la psicocinesi è la capacità di spostare oggetti con il pensiero.
Ad oggi nessun esperimento, svolto in condizioni rigorosamente controllate, ha mai dimostrato l'esistenza della psicocinesi”

(definizione presa da Wikipedia)

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Ellie è pericolosa. E' una strega. Tutti lo credono. 
Ne sono convinti i suoi genitori adottivi, le persone del paesino di Giant, i suoi compagni di classe e persino la preside della scuola e la sua insegnante.
Ogni volta che la bambina si arrabbia con qualcuno che l’ha delusa o trattata male, in qualche modo a questa persona succede qualcosa di brutto. 
Solo la sorellastra Mary e Imogen, la sua psicologa, credono in lei.
Imogen si batte per dimostrare a tutti che Ellie è semplicemente una bambina tormentata, insicura e spaventata. Una bambina con un passato doloroso, che va protetta e non attaccata e isolata.
Eppure ad un certo punto Imogen commette un errore con Ellie e anche a lei iniziano a capitare incidenti strani.
Da allora anche Imogen non è più così tanto sicura dell’innocenza di Ellie.
Eppure Ellie non è mai presente quando succedono questi fatti strani.
Quando lei si arrabbia sfoga nei suoi pensieri tutto il suo risentimento. Ma lo fa solo nei suoi pensieri!
Com'è possibile che poi questi pensieri si tramutino in realtà?!


Un thriller psicologico davvero geniale che riesce ad insinuare dubbi anche nelle menti più razionali. È stata la mia lettura estiva, una lettura che mi ha catturato e mi ha tenuto con il fiato sospeso fino alla fine.



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venerdì 23 agosto 2019

Una settimana alle Seychelles - Praslin e Mahè


Il nostro viaggio di nozze non si è concluso in Giappone! 
Dopo due settimane passate a spostarci da una città all'altra ci aspettava anche un po’ di relax e di mare. 
E che mare! Abbiamo cambiato continente, concludendo la nostra vacanze in bellezza alle Seychelles e prenotando il nostro soggiorno su due isole diverse: Praslin e Mahè. 


DAL 07/07/2019 AL 11/07/2019 – ISOLA DI PRASLIN, SEYCHELLES 

Siamo atterrati nel pomeriggio sull'isola di Mahè dove c’è l’aeroporto principale delle Seychelles. 
E’ un aeroporto molto piccolo e, dopo aver passato i controlli, abbiamo atteso di essere imbarcati sull'aereo che ci avrebbe portato all'isola di Praslin, al nostro resort. 
Avevo già provato un’esperienza simile in Thailandia, a Lampang, (non ti ricordi di questo viaggio?! CLICCA QUI!) ma trovarsi davanti ad un aeroporto con solo due gate e vedere l'aeroplanino sul quale dovrai volare che sembra un giocattolo, mi ha fatto salire un po’ d’ansia.


Le procedure di sicurezza ce le hanno mostrate prima di salire, su un monitor davanti all'uscita del gate. Eravamo una decina di passeggeri tutti messi in cerchio. Surreale. 
L’aereo era davvero minuscolo e la scaletta che ci ha permesso di salirci era in realtà il portellone che è stato poi chiuso con una manopola.


All'interno sembrava di essere su un furgoncino con pochi posti a sedere. Davanti avevamo il pilota che ci ha salutato girandosi e alzando una mano. Quando si sono accesi i motori ho avuto l’impressione di essermi rimpicciolita e di trovarmi nel corpo di un’ape. Il rumore era assordante.


Tutto sommato l’esperienza è stata divertente e piacevole e il volo tranquillo. 
A differenza di quanto pensassi l’aereo non ha barcollato nemmeno un po’, né al decollo né all'atterraggio. 
Eravamo ancora vivi! 

All'arrivo un incaricato del tour operator ci aspettava per accompagnarci al nostro resort. 
Ci abbiamo impiegato una quindicina di minuti per raggiungerlo. 

Una volta arrivati, all'ingresso ci attendeva un addetto del personale che ci ha fatto fare un primo giro del resort e ci ha accompagnato alla reception. 
Ci siamo addentrati parecchio con un caddy per arrivarci, passando in mezzo ad un bellissimo campo da golf con una ventina di buche con scenari spettacolari. 


Arrivati alla reception, che si trovava in cima ad una collina, il ragazzo è sceso dal caddy e ci ha fatto strada sotto un portico tutto di legno e decorato in stile africano e ha suonato due volte un gong spiegandoci che questo era un rito portafortuna per le coppie di neo sposini. 
Al rimbombo del gong il massiccio portone di legno si è spalancato e ci siamo trovati di fronte ad un’infinity pool che si affacciava sul mare e ad un bellissimo tramonto sullo sfondo. 
A completare il tutto, davanti alla piscina, c’era un pavone che passeggiava di fronte all'acqua. 
In quel momento ho pensato al paradiso terrestre. 

Tutto questo spettacolo si trova al resort CONSTANCE LEMURIA. 

CONSTANCE LEMURIA 
(Anse Kerlan, Praslin Island Seychelles) 

In questo resort abbiamo passato quattro giorni stupendi. 
La nostra camera era un vero e proprio appartamento, grande, pulita e semplicemente bellissima.





Il nostro balcone si affacciava su un pezzo di giardino prima della spiaggia per cui vedevamo il mare e ad ogni ora del giorno e della notte ci accompagnava il suono rilassante delle onde. 


La mattina facevamo colazione al buffet offerto nel ristorante principale, vicino alla reception. 
Venivano serviti yogurt e latte, cereali, dolci vari, frutta fresca, succhi di frutta e acqua, salsicce, verdure alla griglia, frittate e omelette, bacon e affettati e tantissimo altro buon cibo. 
Venivi accompagnato al tavolo da una gentilissima cameriera che ti offriva una copia del giornale con le principali notizie quotidiane (ovviamente c’era per ogni nazione, compreso quello italiano) e, se volevi, un calice di Champagne. 
I tavoli erano disposti sia all'interno che all'esterno. 
Quelli all'esterno erano sotto ad un portico con il soffitto che si apriva e chiudeva all'occorrenza e, se decidevi di mangiare lì, ti trovavi proprio in mezzo alla natura e con una bellissima vista sul mare. 
Tantissimi uccelli in ogni tipo e colore venivano ad appoggiarsi sulla balaustra di fronte a noi e i più coraggiosi arrivavano fino al tavolo e stavano lì a guardarti. (e ad aspettare che te ne andassi per rubarti il cibo!) 


Il resort aveva tre spiagge. Quella che si trovava di fronte alla nostra camera che purtroppo era quella non utilizzata dai clienti in quanto, a causa delle correnti calde, era piena di alghe che si depositavano sulla sabbia. 

Quella principale e attrezzata, ovvero quella dove abbiamo passato la maggior parte del tempo. 




E quella esclusiva del resort, conosciuta come la più bella spiaggia dell’isola. 
Sto parlando della stupenda Anse Georgette. 
Purtroppo per gli altri e tanto meglio per noi, era possibile accedervi solo dalla proprietà del Constance Lemuria e quindi solo dai suoi clienti. 
È così bella e famosa che molti altri turisti dell’isola sono disposti a pagare per un’escursione che gli permette di passarci davanti in barca, senza però poter attraccare e scendere per farci un bagno. 
Oltretutto dovevamo essere in bassa stagione per cui, quelle mattine in cui ci siamo andati, la spiaggia era deserta, tutta per noi! Un sogno! 
Il percorso per raggiungerla era lungo (circa una mezzora a piedi) e difficoltoso (salite e discese ripide) perché passava in mezzo ai campi da golf, ma ogni tanto un caddy faceva la spola da lì alla reception per accompagnare i clienti.






Il buffet principale era aperto sia per pranzo che per cena. 
Era possibile anche pranzare presso il bar della spiaggia o quello della piscina. Noi li abbiamo provati entrambi. In uno abbiamo mangiato sushi (perché avevamo già nostalgia del Giappone!) e nell'altro sandwich e Caesar salad.





La prima sera abbiamo cenato al buffet mentre le altre due lo abbiamo fatto à la carte nei due ristoranti tematici del resort: “The Nest” (cucina creola) e “Diva” (cucina mediterranea). Il cibo era particolare, soprattutto per quanto riguarda la cucina creola, ma molto buono ed entrambe le location  erano molto curate e ricercate nei dettagli. 

Sull'isola di Praslin ci sono alcune escursioni interessanti da fare. 
Le più famose e consigliate sono la visita alla Digue, un’isola molto particolare e bella, tutta da girare in bicicletta e la visita al parco naturale dove si trova il famoso COCO DE MER, il frutto tipico dell’isola, la cui noce ha la forma di un paio di chiappe e può raggiungere un diametro di 50 cm e un peso di 15–22 kg. 

Coco de mer esposto in un negozio del resort

Noi eravamo molto stanchi dal precedente viaggio in Giappone ed avevamo tanto bisogno di riposare. Il tempo inoltre non era molto stabile e non volevamo sprecare quel poco sole che usciva ogni tanto per correre in giro a fare altre escursioni per cui, a malincuore, abbiamo preso la decisione di stare nel resort e rilassarci nelle sue bellissime spiagge che, come ho detto prima, sembravano il paradiso terrestre. 

Però nel villaggio abbiamo trovato un murales con disegnati tanti coco de mer e una foto in mezzo a tutti quei culi ce la siamo fatta lo stesso! Ahahah! 



DAL 11/07/2019 AL 14/07/2019 – ISOLA DI MAHE’, SEYCHELLES 

Se all'andata avevamo provato l’esperienza dell’aereo, al ritorno sull'isola di Mahè abbiamo deciso di spostarci con il traghetto. Anche questo mezzo è da provare assolutamente. 
Abbiamo avuto la grande idea di metterci seduti nella parte della prua, all'esterno. 
Le onde erano grandi e l’effetto era quello di una delle attrazioni di Gardaland. Venivamo sballottati su e giù e bisognava tenere ben saldo qualsiasi cosa che si aveva in mano ma soprattutto tenere ben aggrappati se stessi al sedile. 
Il viaggio è durato circa un’ora e con il vento in faccia si stava molto bene. Peccato che quando siamo scesi e ci siamo guardarti in faccia ci siamo accorti di essere uno più ustionato dell’altro. 

Un altro addetto del tour operator ci aspettava per portarci al prossimo (e ultimo) resort, sempre della stessa catena del primo. 

CONSTANCE EUPHELIA 
(Port Launay, Mahe Island Seychelles) 

Sarò sincera. Dopo essere stati abituati all'extra lusso nei giorni precedenti, arrivare al Constance Euphelia e trovare un resort, comunque molto bello, ma di grado inferiore rispetto al Lemuria ci ha un po’ delusi. 

A posteriori, leggendo le varie recensioni su Tripadvisor di questa struttura, capisco che molti altri turisti hanno fatto il nostro stesso soggiorno alle Seychelles (prima Constance Lemuria e poi Constance Euphelia) ed infatti, come noi, sono rimasti spiazzati dalla diversità delle due strutture. Diversità che, essendo i due resort della stessa catena, una persona non si aspetta. 

Ad ogni modo il Constance Euphelia è un ottimo resort. Le camere sono grandi, anche qui come degli appartamenti. Sono pulite e dotate di ogni comfort. 



La differenza sostanziale dal Constance Lemuria, quella che ci ha spiazziato all'inizio, è il fatto che questo resort è molto più grande, più affollato di turisti e più semplice nella sua struttura, mentre il primo  è più piccolo, esclusivo, con pochi ospiti e davvero unico nel suo genere. Diversità confermata anche dalla differenza sostanziale di prezzo tra le due strutture. 

Le spiagge del Constance Euphelia sono pubbliche per cui ci troverete anche i classici venditori da spiaggia e qualsiasi persona, anche se non cliente del resort, può accedervi. 
Il mare è comunque molto bello anche se non ha niente a che vedere con la mitica Anse Georgette. 



Altra storia i ristoranti. Da dieci e lode, almeno quelli dove abbiamo cenato. 
Ce ne sono sei diversi e purtroppo, avendo a disposizione pochi giorni, non siamo riusciti a provarli tutti. 

Come avevamo fatto anche a Praslin, il primo giorno (dopo il classico cocktail di benvenuto, che in realtà è semplicemente un succo) ci siamo recati in reception per prenotare il tavolo al ristorante per ogni cena che avremmo passato all'interno del resort. 

Abbiamo trovato posto nel ristorante ADAM & EVE (cucina asiatica), dove ho finalmente potuto riassaggiare il Pad Thai, che avevo apprezzato moltissimo in Thailandia, e nel ristorante HELIOS (cucina mediterranea).

Per colazione e per pranzo invece ci siamo sempre serviti al buffet principale, anche questo molto fornito e con ottimo cibo. 

Una mattina abbiamo incontrato una referente del nostro tour operator e ci siamo fatti consigliare delle escursioni da poter fare a Mahè. 
Questa volta abbiamo deciso di darle ascolto e di uscire dal resort per passare mezza giornata in giro per l’isola. 
Un autista è venuto a prenderci all'orario stabilito ed è rimasto a nostra disposizione per quattro ore portandoci in diversi posti e spiegandoci tutto quello che volevamo sapere. 
Era gentilissimo, parlava molto bene l’inglese e chiacchierava volentieri. Ci ha fatto vedere tantissime spiagge molto belle e ci ha accompagnato a visitare la capitale dell’isola: Victoria. 

Victoria è la capitale ma non è una città molto grande e nel suo centro si gira tranquillamente a piedi. 
Non ci sono molte cose da vedere per cui in circa due ore l’avrete già visitata tutta. 

Una delle prime cose che vedrete entrando è LA TORRE DELL’OROLOGIO DI VICTORIA, simbolo della città. 


Poi si trova il MERCATO dove potrete comprare spezie, oli e souvenir per i vostri amici e parenti. 
Viene esposta e venduta anche frutta, verdura e pesce ma, data la sporcizia e la quantità di mosche depositate sopra, dubito che la vorrete comprare. 


Altro luogo da visitare è il TEMPIO HINDU, molto vicino al mercato. 
Noi lo abbiamo visto solo dall'esterno in quanto era orario di chiusura.


All'interno della città ci sono anche una chiesta cattolica e una protestante e la via principale che gira intorno al centro città è piena di negozi di souvenir. 

Lungo la strada del ritorno verso il resort (il viaggio dura circa un’ora) l’autista si è fermato parecchie volte per mostrarci una bella spiaggia o una piantagione di tè oppure un albero di cannella o di altre spezie che crescono sull'isola. 




La giornata trascorsa con lui è stata molto produttiva ed interessante. Aveva così tante cose da spiegarci sul suo Paese che (Piero Angela spostati!) alla fine abbiamo trascorso insieme a lui un’ora in più del previsto. 

Tornati al resort abbiamo passato le altre giornate cercando di sfruttare il più possibile il poco sole che ogni tanto faceva capolino tra le nuvole. 
Da quel che abbiamo capito alle Seychelles il tempo è sempre così instabile. 
A volte ci capitava di restare in spiaggia con l’ombrello sotto la pioggia battente, attendere pazientemente una decina di minuti, chiudere l’ombrello e rimettersi a prendere il sole per poi tornare a riaprire l’ombrello venti minuti dopo quando ricominciava a piovere. 
Altre volte invece non ci siamo proprio potuti muovere dalla camera per il brutto tempo. 
La pioggia era sempre dietro l’angolo pronta a colpire. Per questo motivo il resort (sia questo che il Constance Lemuria) metteva a disposizione degli ombrelli al di fuori di ogni camera e tantissimi altri fuori da ogni bar/ristorante o spiaggia per permettere ai clienti di muoversi in tranquillità. 
Inoltre diverse navette/caddy facevano la spola in giro per il villaggio e si offrivano di accompagnarvi a destinazione per non farvi fare fatica. 

Alle 16,00 di ogni pomeriggio al Constance Euphelia c’era un appuntamento a cui non si poteva mancare, soprattutto per i bambini. 
C’era un grande recinto dove c’erano delle tartarughe giganti (tipiche di queste isole) e i clienti potevano entrare liberamente e dargli da mangiare. 


L’ultimo giorno abbiamo dovuto lasciare la camera di mattina e, dato che avevamo l’aereo alla sera tardi, il personale del resort ci ha mostrato una stanza, messa a disposizione degli ospiti, dove potevamo lasciare i nostri bagagli, usufruire del bagno anche per farci una doccia e passare il nostro tempo guardando la tv oppure utilizzando la connessione internet del computer. 

Questa settimana ci è servita tantissimo per riposarci ma purtroppo, come tutte le cose belle, è passata troppo velocemente. L’azzurro del mare è la cosa che mi è rimasta più impressa di questo luogo. Un colore così nel mare era la prima volta che lo vedevo e spero di avere la fortuna in futuro di vederlo nuovamente. 
Vi ringrazio di avermi seguito in questo mio viaggio e spero che tutto quello che vi ho raccontato vi sia piaciuto. 
Vi lascio come sempre qualche foto e vi anticipo che la prossima meta (perché ovviamente da drogati di viaggi come siamo, ci stiamo già pensando!!) potrebbe essere sempre in Africa ma un po’ più wild. 
Staremo a vedere!