sabato 29 febbraio 2020

Recensione: Il vestito perfetto - Louisa Leaman

Casa editrice: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2020
Nr. pagine: 283
Prezzo di copertina: € 09,90
Voto personale: 


"Il negozio di abiti da sposa di Fran Delaney è un posto speciale. Fran trova capi vintage favolosi, scopre tutto quello che può sulla loro storia, poi li abbina alle spose giuste. I suoi sono più che semplici abiti: mettono in risalto l’autentica personalità di chi li indossa. Fran riesce sempre a trovare l’abito perfetto per ognuna, anche se spesso la scelta ricade su qualcosa di totalmente inaspettato per la sposa. Ha una proposta audace per chi soffre di timidezza. Un vestito semplice per la ragazza che non ha paura di osare.E qualcosa di eccentrico per chi normalmente tende a non farsi notare. Nel suo lavoro Fran segue sempre due princìpi: non innamorarsi mai di un abito e non proporne mai uno che abbia una storia sfortunata. Entrambe le regole, però, sono destinate a infrangersi quando le capita tra le mani un bellissimo capo degli anni Cinquanta. Indagando sulla precedente proprietaria, Fran incontra Rafael Colt, il figlio della sposa, e scopre un segreto che potrebbe essere la chiave della propria felicità… "

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Quando ho visto la copertina di questo libro ed il suo titolo “Il vestito perfetto” ho pensato di trovarmi davanti ad una commedia leggera, frivola, ad una storia di quelle già lette e rilette mille volte ma che ti fanno passare una lettura serena e piacevole.
Non avevo ancora fatto i conti con Francesca Delaney, la protagonista.
Non riesco ad utilizzare mezzi termini con lei: l’ho detestata fin dalla prima pagina, lei e il suo negozio di abiti nuziali vintage "The Whispering Dress".
Non è il vintage che non mi piace.
Cioè…si, il vintage non mi fa impazzire molto.
La protagonista non sono riuscita proprio a farmela piacere.

Fran è una donna controcorrente, innamorata di tutto ciò che è antico e fin qui niente di male, anzi.
Ama il vintage alla follia, ama i matrimoni e ama l’amore. Parla solo di queste tre cose in ogni suo discorso: vestiti vintage, matrimonio e amore. Ancora, ancora e ancora.
È sdolcinata, melensa, stucchevole, vive completamente fuori dal mondo tanto che a volte sembra quasi matta.
È una di quelle persone che non riesci a capire se ci è o ci fa.

Il suo lavoro consiste nel recuperare abiti da sposa vintage, restaurarli e abbinarli ad una sposa.
Le donne che entrano nel suo negozio non hanno la facoltà di scegliere il proprio vestito da sposa.
È Francesca che, guardandole e scambiando poche parole, capisce il loro carattere, ciò di cui hanno bisogno per avere una vita matrimoniale perfetta, e trova l’abito adatto a loro.

Se una ragazza è timida, insicura di sé e del suo fisico perché non si piace e generalmente si nasconde sotto vari strati di vestiti, Francesca le consiglierà un abito a sirena, super stretto, tipo seconda pelle, perché è con questo vestito che lei imparerà a piacersi.
Questo perché il vestito è appartenuto in precedenza ad una signora che negli anni 40’ era una donna favolosa e sicura di sé e quindi la storia si dovrà ripetere con la nuova sposa.
Per Francesca i vestiti sono in grado di “sussurrare” la loro vita precedente alla sposa che li sta indossando in quel momento e di “trasformarla” esattamente nella persona che vorrebbe essere.
Una magia, basta solo indossare l’abito.

E ovviamente tutte le spose che incontrano Francesca, all'inizio sono stranite dalle sue idee, ma non appena provano l'abito che lei insiste a fargli provare, si piacciono immediatamente e capiscono che d'ora in poi avranno una vita migliore proprio grazie a quell'abito.

Cioè… parliamo seriamente. Io dal matrimonio ci sono appena passata.
Non ero né una sposa maniaca del controllo né una menefreghista che lascia tutto al caso.
Ero “la sposa media”.
Ma quale “sposa media” entra in un negozio, accetta di non essere lei a scegliere il proprio vestito e, quando viene obbligata ad indossare qualcosa di completamente diverso dal suo ideale, non se ne va immediatamente mandando a quel paese la commessa??!!
Suona molto inverosimile. Tutta questa faccenda del negozio e dei vestiti vintage di Francesca suona troppo inverosimile. Ecco perché non mi è piaciuto questo libro.

Sulla storia d'amore tra Francesca e Rafael poi non mi voglio soffermare troppo.
Non ne vale la pena. Se all’inizio il personaggio di Rafeal mi piaceva abbastanza, da quando inizia a frequentare la protagonista diventa pessimo e surreale anche lui; praticamente una versione maschile (neanche troppo maschile) di lei.

Mi rendo conto di aver demolito questo libro ma non potevo fare altrimenti.
Credetemi, era davvero tanto tempo che non lottavo in questo modo tra la voglia di abbandonare la lettura e la determinazione di portarla a termine per presentare la recensione.

Decisamente bocciato.

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